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Marc Jacobs: «Eccomi, non lascio»

L'ultima parola della New York Fashion Week è spettata a Marc Jacobs, di scena a Park Avenue Armory con una collezione fatta di colore, contrasti, sovrapposizioni, esagerazioni. Tra il pubblico anche Anna Wintour. Lo stilista ha messo a tacere i rumor sulle sue possibili dimissioni: «Resto dove sono».

 

A chi gli chiedeva le ragioni della scelta del brano d'opera che ha chiuso lo show (tratto da La Wally di Alfredo Catalani), in cui una frase accenna a un personaggio pronto ad andarsene, Jacobs ha risposto, come riferisce wwd.com: «Non è qualcosa di ironico né di sarcastico e non è un addio. Questa musica è legata a un film che ho molto amato, Diva, una pellicola degli anni Ottanta. Non conoscevo nemmeno la traduzione del testo».

 

Ora che Eric Marechalle, già ceo di Kenzo, prende la guida della griffe, un nuovo capitolo è pronto ad aprirsi dopo le recenti difficoltà.

 

Intanto Marc Jacobs manda in passerella modelli dalle tinte accese (arancio, fucsia, verde smeraldo, giallo limone), avvolgenti, iperaccessoriati - il turbante diventa un must, così come il marsupio, senza contare le scarpe estrose, dai cuissard aderenti alle pantofole tra il Giappone e il boudoir da portare con calzini neri - «e senza particolari messaggi concettuali», tiene a precisare Jacobs. Di sicuro si coglie il desiderio di abbattere le barriere tra gli stili pescando dalla couture, dall'active, dalla strada e dal dna del designer.

 

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