NEW YORK FASHION WEEK

Rodarte: le eroine gotiche nella chiesa di St. Bartholomew

Secondo la tradizione un vampiro non può mai morire. Creata da John Polidori per un racconto breve pubblicato per la prima volta il 1° aprile 1819 da Henry Colburn sul New Monthly Magazine, questa figura dalla pelle bianchissima e dalle labbra noir viene attribuita erroneamente a Lord Byron, che riuscì a trasformarla in un demone aristocratico che cerca le sue prede nell'alta società.

Da allora ci sono state innumerevoli variazioni sul tema lanciato da Polidori: in particolare, è noto il romanzo Dracula di Bram Stoker del 1897, che ha ispirato, tra molti altri film, quello di Francis Ford Coppola nel 1992, caratterizzato da costumi del leggendario Eiko Ishioka e con Wynona Rider come protagonista.

Con un orologio puntato allo scoccare della mezzanotte, ora italiana, lo show di Rodarte ha scelto come location la chiesa di St Bartholomew Midtown, illuminata della fioca luce delle candele, mentre rose gettate a terra segnavano l'incedere delle vampire gotiche immaginate dalle stiliste Laura e Kate Mulleavy, di ritorno alla New York Fashion Week dopo un'assenza di 18 mesi.

Se di giorno la donna di Rodarte sceglie look che prendono spunto dal guardaroba degli anni Quaranta, di notte vira verso una sensualità provocante, enfatizzata da un ampio utilizzo di materiali lucidi abbelliti da ricami, trasparenze e ampie e decise scollature. Si trasforma così da preda a predatrice, tra innocenza perduta e ritrovato potere seduttivo.

a.c.

NEW YORK WOMEN FW 20-21: RODARTE


 

 

 

a.b.
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