nuovi talenti

Lvmh Prize: mix multietnico di otto finalisti, ma niente italiani

Si restringe a otto nomi la rosa dei finalisti della quarta edizione dell'Lvmh Prize, la cui cerimonia conclusiva si svolgerà il 16 giugno alla Fondation Louis Vuitton di Parigi. Si tratta, in ordine alfabetico, di Yoon Ahn con il marchio Ambush, Kozaburo Akasaka (Kozaburo), Cecilie Rosted Bahnsen (Cecilie Bahnsen), Nabil El-Nayal (Nabil Nayal), Molly Goddard, Maria Kazakova (Jahnkov), Marine Serre e Antonin Tron (Atlein).

 

Arriva dunque alle battute finali una competizione partita con oltre 1.200 domande di adesione da tutto il mondo - 200 in più rispetto al 2016 -, con 21 semifinalisti di scena a inizio marzo durante la fashion week parigina, che trova nell'internazionalità dei partecipanti uno dei suoi punti di forza. In palio una somma di 300mila euro e un anno di coaching all'interno del colosso francese.

 

Come ha dichiarato Delphine Arnault, artefice del progetto, in un'intervista a vogue.com, gli otto finalisti - tra cui cinque donne -, selezionati da una giuria di più di 40 esperti, sono la dimostrazione vivente che dalle contaminazioni nasce un'energia positiva.

 

«Kozaburo Akasaka, giapponese, ha la sua sede a New York - ha esemplificato - così come la russa Maria Kazakova. Yoon Ahn nasce in Corea ma vive a Tokyo». Detto per inciso, il marito di Yoon Ahn è il rapper Verbal, a sua volta di origine coreana ma di nazionalità nipponica.

 

E ancora, Nabil El-Nayal, di origine siriana, è londinese di adozione, mentre Marine Serre è franco-belga. Da segnalare per la prima volta la presenza nell'elenco di una danese, Cecile Rosted Bahnsen, mentre non compaiono marchi italiani.

 

Della giuria fanno parte tutti i direttori creativi dei marchi della galassia Lvmh: pezzi da novanta quali Karl Lagerfeld (Fendi), Maria Grazia Chiuri (Dior), Phoebe Philo (Céline), Humberto Leon e Carol Lim (Kenzo), Nicolas Ghesquière (Louis Vuitton), Jonathan Anderson (Loewe) e Marc Jacobs, insieme a Delphine Arnault, Jean-Paul Claverie (direttore delle iniziative di mecenatismo di Lvmh) e Pierre-Yves Roussel, presidente e direttore generale di Lvmh Fashion Group).

 

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