Paris Digital Fashion Week

Nella "Show box" di JW Anderson la normalità gioca con l’irrealtà

Oggi JW Anderson ha presentato le collezioni Men's SS21 & Women's RS21, in apertura della Digital Fashion Week di Parigi, sotto forma di Show box che contiene avanzi di tessuto, fiori essiccati, bozzetti, foto, campioni di tessuto utilizzati per i capi, accessori adesivi e cartoncini di buono auspicio.

Un’allegra celebrazione del mondo di Jonathan Anderson e di cosa significhi avere dei vincoli creati da una condizione estrema, come quella del lockdown, e quanto questi possano stimolare la creatività con le poche risorse disponibili.

Un guardaroba genderless, dalle linee morbide per le proposte maschili e all'insegna di una composta eleganza per quelli femminili, in nome di un divertimento giovane ma con pacatezza: emblematico in questo senso il modello che nella presentazione passa in rassegna gli sketch dell’intera collezione.

Personaggi immaginari maschili, amplificati dai volti disegnati di Pol Anglad, prendono il posto dei modelli in carne e ossa.

I volumi sono tondi e avvolgenti, allungati o languidi, con dettagli che mantengono la loro funzione per unirsi a tocchi inaspettati come i pon-pon, che tracciano i contorni movimentati di un maglione senza maniche in tinta unita.

Le giacche stile fantino, con lavorazione patchwork, mostrano tasche a toppa capienti come borse, le mantelle militari sfoggiano una sovrabbondanza di bottoni, mentre il denim délavé dà vita a un cappotto patchwork.

Un ulteriore livello della narrazione riguarda le texture - dalle stampe in stile broccato ai motivi ispirati alla tappezzeria - e i divertissement di righe, fiori e bersagli.

Guardando la collezione donna Resort 21 la divisione tra guardaroba uomo e donna è labile ma presente, nelle silhouette e materiali che dialogano senza soluzione di continuità con l’offerta maschile.

I cappotti patchwork e le giacche safari sono indossati con pantaloni culotte dal taglio corto, impreziositi da tasche a toppa extralarge.

I completi doppiopetto abbinano blazer sartoriali dai risvolti arrotondati e morbidi pantaloni cropped, mentre gli abiti hanno orli asimmetrici, sciarpe incorporate, doppi pannelli che generano dinamismo oppure frenesia visiva nei patchwork di tessuti e stampe differenti.

L’impressione generale è quella di una contrapposizione tra la solida presenza delle texture (dominate da contrasti tra opaco e lucido, patchwork monocromatici, stampe in stile tapestry) e il languore evanescente delle coloratissime e misteriose maschere astratte di Bertjan Pot, in grado di conferire un’aura totemica ai personaggi che indossano la collezione, come se fossero punti d’accesso a un’altra dimensione.

a.c.
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