paris fashion week

Balenciaga: le borghesi post moderne di Demna Gvasalia

Se nelle prime stagioni Demna Gvasalia, nominato direttore creativo di Balenciaga due anni fa, non si era allontanato mai troppo dal perimetro delimitato dal fondatore, questa volta sembra essersi avventurato oltre, regalando alla griffe una nuova dimensione. Contemporanea e supercool.

 

Quelle che sfilano a Parigi sono donne borghesi, che indossano gonne tartan e camicie a righe, trench bombati e leggeri abiti stampati, ma l'effetto non è un déjàvu: lo stilista georgiano lavora come sempre per giustapposizione e stratificazione, riuscendo abilmente ad attingere da più fonti e citazioni, ad assemblarle e alla fine a trovare una sintesi sperimentale, che spiazza e cattura.

 

Il designer di Vetements ci mette molto del suo: l'amore per i volumi XL, con giacche over e maxibag dalle lunghissime frange, il layering di tessuti e capi, con outfit che sono a metà cappotti e metà vestiti cuciti insieme, l'effetto futuristico di camicie plastificate e stampe che riprendono gli screensaver con tramonti marini o paesaggi bucolici, non solo per i pantaloni ma anche per cuissard second-skin.

 

Anche quando manda in pedana le proposte più minimal, con gonne fluide bordate di pizzo, oppure lunghi abiti dai tagli asimmetrici total color, li trasforma con i codici filtrati dalla strada, abbinando maxipull che scendono oltre i fianchi o le crocs con il plateau e superdecorate, frutto di una collaborazione con il marchio di zoccoli in gomma.

 

Il risultato è un apparente caos creativo dalla presa immediata, lussuoso ma underground, su misura per le Millennials.

 

stats