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Dopo Milano, tutti a Parigi: torna in scena Poiret, grande assente Céline

Archiviata la (riuscita) settimana milanese, i riflettori si spostano su Parigi. Dopo la performance inaugurale di ieri sera di Jacquemus (che ha rivelato di essere pronto per l'uomo), partono oggi otto giorni densi di sfilate e presentazioni, con grande attesa per il rilancio di Poiret, la nuova prova di Clare Waight Keller da Givenchy, la collezione Dior nell'era Chiuri-Beccari. In stand by Céline. Osservato speciale Lanvin, passato nelle mani di Fosun.

 

Lo schedule schiera già da oggi nomi hot, daSaint Laurent a Christian Dior, con il nuovo ceo Pietro Beccari, proveniente da Fendi, in prima fila. Tra le nuove leve, protagonista stamattina Marine Serre, tra i finalisti del Lvmh Prize 2017.

 

Fra i mattatori della giornata di domani (28 febbraio) spicca Lanvin, di nuovo alla ribalta dopo l'entrata nel capitale, come soci di maggioranza, dei cinesi di Fosun, che per accaparrarsi la più antica casa di moda francese pare abbiano sborsato 100 milioni di euro. A dividere il palcoscenico con la griffe disegnata da Olivier Lapidus, saranno tra gli altri Maison Margiela, Lacoste, Dries Van Noten, Rochas e Kenzo.

 

Giovedì primo marzo si contenderanno la scena Chloé, Paco Rabanne, Uma Wang, Carven, Rick Owens, Off-White, Isabel Marant e Ann Demeulemeester. Un marchio, quest'ultimo, di cui si è indirettamente parlato negli ultimi tempi, perché l'artefice del suo successo, la businesswoman belga Anne Chapelle, è pronta a rilanciare una storica fashion house d'oltralpe, Paul Poiret, in tandem con la designer cinese, naturalizzata parigina, Yiqing Ying: lo show è in programma domenica 4 marzo.

 

Andando per ordine, il 2 marzo saliranno in pedana Loewe, Balmain, Nina Ricci, Undercover e Yohji Yamamoto, mentre sabato 3 marzo si alterneranno Junya Watanabe e Altuzarra (che da New York ha traslocato a Parigi), proseguendo con Vivienne Westwood, Elie Saab, Comme des Garçons, Hermès e Sonia Rykiel.

 

Insieme a Paul Poiret, domenica 4 gli occhi saranno puntati anche sulla collezione disegnata da  Clare Waight-Keller da Givenchy, oltre che su big come Balenciaga, Valentino, John Galliano e Thom Browne, anch'esso proveniente da oltreoceano.

 

Si prosegue il 5 con Stella McCartney, per la quale si stanno intensificando le voci di un imminente divorzio, dopo una liaison di 17 anni, con il colosso guidato da François-Henri Pinault. La stilista britannica sarebbe pronta a ricomprarsi il 50% in mano al gruppo francese, che sta focalizzando l'attenzione soprattutto su brand come Gucci, Saint Laurent e lo stesso Balenciaga.

 

Sempre il 5 sfilano Sacai, Alexander McQueen e Giambattista Valli, a sua volta osservato speciale dopo che Artémis, holding della famiglia Pinault, è entrata nel capitale del marchio.

 

La chiusura del sipario spetta, il 6 marzo, a Chanel (nel Gran Palais, edificio per il quale la griffe ha offerto 25 milioni di euro, in vista dell'imminente ristrutturazione), Miu Miu e Louis Vuitton, che con ricavi stimati intorno ai 10 miliardi di euro è considerato da Bernstein il brand più redditizio del mondo.

 

Grande assente un altro brand nel portafoglio di Lvmh, Céline, che salta il turno in attesa della prima prova alla direzione creativa di Hedi Slimane, dopo l'addio di Phoebe Philo.

 

Secondo rumour, pare lo stilista francese non voglia lasciare la sua Los Angeles, dove risiede dal 2007, e che parte dell'ufficio stile traslocherà in California. Come del resto aveva fatto con Saint Laurent Paris (nella foto, l'uscita finale della sfilata Jacquemus).

 

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