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Kronthaler scrive a Vivienne: «Sei la mia musa»

Come spesso accade, le sfilate di Vivienne Westwood non sono solo abiti e accessori, ma un'occasione per trasmettere un messaggio. Stavolta lo stilista Andreas Kronthaler, che firma la linea, ha scritto una lettera a Vivienne, sposata nel 1992, suscitando l'attenzione di media e social. Proprio su questi ultimi - precisamente su Instagram - è andata in scena una querelle tra il marchio e due giovani designer.

 

«Voglio celebrarti come mia collaboratrice, amica e partner, mia insegnante e ovviamente musa» dichiara Andreas nel comunicato stampa della sfilata.

 

Il suo è un messaggio scritto su un treno durante un viaggio alla volta di Parigi. «Dopo essermi fatto un esame di coscienza, ho riflettuto su di te, sul tuo lavoro nella moda negli anni e su quanto ha significato per me» scrive di suo pugno il designer, che conobbe Vivienne nel 1988, quando lui era uno studente a Vienna e lei la sua insegnante.

 

Da allora i due creativi non si sono più separati: un forte sodalizio umano e professionale, attestato anche dal nome della collezione, Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood.

 

L'attitudine dell'inverno 2018/2019 è quella rilassata ma irriverente di sempre, con una grande attenzione al comfort.

 

Il linguaggio dei capi è unisex, senza una netta distinzione tra uomo e donna: entrambi possono avvolgersi negli stessi abiti, perché abito significa innanzitutto libertà.

 

Divertirsi con ciò che si sceglie di indossare viene prima di tutto: quindi via libera a cappe avvolgenti e misteriose con cappuccio, pantaloni ampi, completi dalle forme over, giacche sagomate o morbide.

 

Giochi di sovrapposizioni di materiali e tinte testimoniano un amore per il colore e le sue potenzialità emozionali, che si concedono di mescolarsi nelle varianti più diverse.

 

Gli accessori sono il grande amore della stilista inglese: in pedana, per esempio, i vecchi boot degli Skinhead diventano stivali con plataform dai tacchi vertiginosi.

 

Quello messo in passerella da Kronthaler è un mix’n’match di riferimenti e stili differenti tra loro che si alternano con l’intenzione, ancora una volta, di sorprendere e di far pensare che la moda è innanzitutto un atto d’amore.

 

Non è stata solo la sfilata con dichiarazione d'amore di i due stilisti a tenere banco negli ultimi giorni. In contemporanea con il défilé parigino, Vivienne Westwood ha dovuto chiedere scusa via Instagram a due designer, Louise Gray e Rottingdean Bazaar, per aver utilizzato le loro grafiche su una T-shirt.

 

«Cari @louisegray e @rottingdeanbazaar, siamo spiacenti - si legge -. L'utilizzo di queste grafiche voleva solo essere una celebrazione nei vostri confronti. La frenesia del lavoro ci ha distratti dal contattarvi per chiedervi il permesso. Vi chiediamo scusa».

 

Il post ha fatto incetta di like - quasi 20mila - e di commenti, che come accade sui social si sono divisi in due nette fazioni, tra gli scandalizzati e coloro che hanno apprezzato l'ammissione di colpa da parte di Vivienne.

 

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