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La prima prova di Olivier Lapidus da Lanvin

Debutto oggi (27 settembre) per Olivier Lapidus sulla passerella di Lanvin. Lo stilista, arruolato dalla maison francese al posto di Bouchra Jarrar solo tre mesi fa, ha presentato una collezione pulita, senza voli pindarici. Intanto continua il rimpasto ai vertici: Simone Mantura diventa deputy managing director.

 

Nero. Rosso. Bianco. Qualche tocco di verde acquamarina e niente più. Usa pochi colori Olivier Lapidus, 59enne figlio d'arte (il padre era Ted Lapidus) per ri-disegnare la donna Lanvin.


Un compito non facile, dopo la direzione-lampo di Bouchra Jarrar (rimasta per due sole collezioni) e soprattutto la lunga (e felice) militanza di Alber Elbaz, allontanato dalla maison nell'ottobre 2015 dopo 14 anni.

 

Lapidus sembra limitarsi a non fare passi falsi e a cercare di non tradire l'eleganza di un marchio blasonato: la silhouette è minimal, i pezzi non osano digressioni dal moodboard, tutto è giocato su texture lievi e soprattutto su un disegno grafico che fa uso massiccio di asimmetrie, fenditure e naturali drappeggi. Tutto leggibile, sicuramente commerciale, ma senza quella carica emozionale che accompagnava le uscite ai tempi di Elbaz.

 

L'abito è primattore, insieme a gonne a portafoglio che lasciano scoperte le gambe, qualche tuxedo, camicette dalle maniche a kimono e profonde scollature, pantaloni a sigaretta, cappottini bombati dalle misure over, sempre in versione rosso o nero.

 

Unica stampa il logo, che in versione mini e maxi punta ad amalgamare e movimentare l'essenziale palette cromatica, come a ribadire la fedeltà di Lapidus all'heritage del brand.

 

Solo la sera si concede qualche diversivo, pur restando coerente alla pulizia di fondo, con voluminose maniche a petalo, realizzate con diversi strati di tessuto, ton sur ton o a contrasto.

 

I primi commenti della stampa internazionale non sono teneri: per esempio Vanessa Friedman sul New York Times titola il suo pezzo "Lanvin: come affondare un brand in tre anni", pur ammettendo che Olivier Lapidus ha avuto poco tempo per questo debutto.

 

Vedremo ora come la collezione sarà accolta dal pubblico e se riuscirà a risollevare le sorti di una griffe cult, ma che nel 2016 (secondo fonti non ufficiali) ha visto i propri ricavi crollare del 23% a 162 milioni di euro - contro i 235 milioni del 2012 - con una perdita netta di 18,3 milioni, il primo rosso in un decennio.

 

Mentre Lapidus lavora allo stile, il management registra cambiamenti significativi: come riporta wwd.com, dal primo ottobre Simone Mantura diventerà deputy managing director, collaborando con Michèle Huiban, che ha un incarico simile dopo aver rinunciato alla poltrona di ceo.

 

Nel curriculum di Mantura spiccano esperienze presso Gir&Af (la joint venture tra Marithé + François Girbaud e la famiglia Ferretti), oltre che da Ruffo in qualità di managing director. L'executive ha lavorato anche da Balenciaga, Dirk Bikkembergs e Calvin Klein Collection.

 

Come annunciato nelle scorse settimane, la numero uno di Lanvin, Shaw-Lan Wang, ha voluto accanto a sé anche Nicolas Druz, già in forze presso la griffe, come consulente.

 

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