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Tranoï e gli altri: sotto i riflettori la Parigi dei saloni

Con le proposte di 450 designer, la rassegna Tranoï si divide da oggi, 2 marzo, al 5 tra due sedi: il Carrousel du Louvre e il Palais de la Bourse. Ad affiancarla, fino al 6 marzo, la Tranoï Week nel Marais, al 108 di rue Vieille du Temple. Altri saloni salgono alla ribalta in questi giorni nella capitale francese.

 

Numerosi i nomi italiani presenti a Tranoï, da Mavina a Viki-And, da Happy Sheep a Tak.Ori, fino a Pierre-Louis Mascia, solo per citarne alcuni, all'interno di un panorama decisamente internazionale, all'insegna di un mix tra brand di ricerca conosciuti e nuove realtà.

 

Non manca però un French focus, uno zoccolo duro di label tra le quali Daniel Essa, Feidt Paris e Inès de la Fressange. Alta l'attenzione verso le collezioni sostenibili e di matrice artigianale, come dimostra la presenza del pop up store Empreintes, dedicato a prodotti handmade.

 

Da notare la forte presenza di compratori italiani, grazie anche a un'intesa della manifestazione con The Best Shops-Camera Italiana Buyer Moda.

 

L'altra faccia della medaglia è la Tranoï Week di rue Vieille du Temple, un format a metà tra la showroom e la galleria d'arte, che si avvale della sinergia con London Show Rooms, realtà fondata nel 2008 dal British Fashion Council per dare visibilità ai nuovi talenti britannici. A Parigi si presentano, tra gli altri, Alighieri, Dilara Findikoglu, Phoebe English e Ryan Lo.

 

Anche in questo caso, comunque, la moda francese non resta in secondo piano: a rappresentarla, con l'"acceleratore di talenti" Ethipop in pole position (nella foto, lo stand al salone). Dall'America arriva invece la piattaforma Dreams On Air, a sua volta cassa di risonanza per marchi sia affermati che emergenti.

 

In questi giorni la capitale francese pullula di eventi, presentazioni e altre rassegne. Tra le più frequentate quelle alle Tuileries fino al 4 marzo: Paris Sur Mode Tuileries e Première Classe Tuileries. La prima, che si concentra principalmente sull'abbigliamento, porta alla ribalta griffe transalpine quali Antik Batik, Didier Ludot-La Petite Robe Noire, Gat Rimon, Laurence Doligé, insieme a realtà estere come Blank, Cécilia Prado, Essentiel, Monoplaza e Rue Blanche. Uno spazio speciale viene dedicato a Naco Paris, designer francese alternativo e fuori dagli schemi.

 

Tra gli highlight di Première Classe Tuileries, vetrina degli accessori, uno spazio aperto al pubblico allestito con la collaborazione di Jean-Louis, in cui una trentina di linee puntano a una presentazione "esperienziale", con la possibilità di acquistare in diretta le proposte: si va da Béton Ciré a The Mua Mua Dolls, fino a Poshead, Djebeli, Mataki e In Gold We Trust Paris.

 

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