paris fashion week

Valentino: Pierpaolo Piccioli celebra bellezza e sensualità

La fonte d’ispirazione del direttore creativo della maison Valentino è il mondo dell’arte dei primi del Novecento e degli stilemi della danza. Pierpaolo Piccioli, solo al comando dopo la nomina di Maria Grazia Chiuri in Dior, cambia prospettiva, presentando nuovi canoni estetici e rendendo omaggio all’eleganza senza tempo. In passerella un esercito di femme in bilico fra leggerezza e severità, delicatezza e rigore couture.

 

Questi dualismi ricorrono in tutta la collezione, in un alternarsi di linee scivolate, texture, ricami e profonde scollature fra abiti - dove i plissé si aprono per dare contrasto -, cappotti, trench e cappe, ampi e scivolati sulle spalle e che si posano sul corpo come se fossero un tatuaggio. I vestiti sono leggeri e dalla silhouette allungata per il giorno, mentre per la sera hanno scolli profondi o con trame ricamate dall'effetto tridimensionale per peccaminose trasparenze.

 

Ritorna di nuovo il gioco dei colori caldi che si stemperano dal nero al rosso, dal verde prato al viola orchidea per passare alla lavanda, alternandosi all’ebano e al bianco e dominando la passerella in un crescendo di maestosità.

 

Il tutto impreziosito da clutch o minibag a tracolla, così come i sandali legati alla caviglia su calze tor su ton o sandali piatti, che rendono l’attitude più leggera.

 

La sfilata diventa dunque un omaggio alla sensualità e alla celebrazione della bellezza che si ritrova in tutti i giorni della nostra vita. Per questo motivo la colonna sonora del film di Wim Wenders “Every thing will be fine” composta di Alexandre Desplat e i Tre Movimenti per Piano dalla suite di balletto "Petrouchka" di Igor Stravinsky sono le scelte musicali che narrano la pura energia vibrante dell’intera collezione, divisa tra sogno e realtà.

 

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