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Yves Saint Laurent: una modernità sexy e teatrale

Yves Saint Laurent dà spettacolo, in uno scenario che si fa ricordare: sulla passerella allestita alla Fontana del Trocadéro, dominata da una scintillante Tour Eiffel, sfila una donna sicura di sé, a cui piace apparire e che, come ha detto lo stesso Anthony Vaccarello nel backstage, «vuole godersi la vita». Conto alla rovescia per l'inaugurazione dei due musei, a Parigi e Marrakech, dedicati al fondatore della maison.

 

I capi più scenografici della sfilata sono quelli - molto più vicini al mondo della couture che del prêt-à-porter - costruiti intorno alla forma a palloncino, in modo da dare risalto alla parte superiore del corpo ma al tempo stesso mantenendo alta l'attenzione sulle gambe, che restano scoperte o velate da calze nere, mentre dal minishort ammicca una minuscola Tour Eiffel.

 

Tutto lo show è concepito per comunicare un'immagine potente e seducente, dark ma senza decadenze di sorta, in un tourbillon di piume, paillette che illuminano blazer e cappe, miniabiti in pelle, camicie che rendono possibile l'impossibile - ossia proporre uno stile vittoriano ma iper-sexy -, pantaloni in pizzo, giacche con fantasie pittoriche oppure all black, illuminate da una cintura dorata.

 

Uno stile metropolitano e notturno - ribadito dagli accessori, tra cui gli stivaloni con piume e i sandali tacco 12, a loro volta piumati -, che di tanto in tanto lascia spazio a incursioni nella natura e nel viaggio: dalla farfalla che personalizza tanto il micro top femminile quanto il giubbotto maschile, alla camicia sempre maschile con una fantasia zebrata, fino allo short di sapore coloniale.

 

Tra la città e Marrakech, buen retiro di Yves Saint Laurent e del compagno e socio di una vita, Pierre Bergé (recentemente scomparso), si gioca del resto un doppio appuntamento alle porte: l'inaugurazione di due musei, il primo nella capitale francese, all'interno dell'Hôtel Particulier al 5 di avenue Marceau dove Saint Laurent ha lavorato dal 1974 al 2002, e il secondo a Marrakech, a ridosso dei giardini Majorelle.

 

Un luogo, quest'ultimo, scoperto dal designer e da Bergé nel 1966 e acquistato nel 1980: qui sorge la Villa Oasis, dove Saint Laurent e Bergé trascorrevano lunghi periodi. E sempre qui sono state sparse le ceneri di Yves, all'indomani della sua morte nel 2008.

 

Il museo parigino - esteso su oltre 450 metri quadri - viene inaugurato ufficialmente il 3 ottobre, ma già da due giorni prima è possibile visitarlo. Quello di Marrakech, che aprirà a un paio di settimane di distanza, è più grande: misura infatti 4mila metri quadri e comprende, oltre a un'esposizione permanente, uno spazio per mostre temporanee, un auditorium, una biblioteca e un caffè.

 

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