paris fashion week

Celine: la libertà di saper vestire

Una collezione, quella di Celine, che esplora la storia dell’estetica degli anni ‘70 ma in una versione più elaborata nei dettagli e soprattutto senza nostalgia.

La scenografia è una struttura a cubo gigante e semi-mobile, costruita ai piedi della cupola di Les Invalides in Place Vauban, con la colonna sonora dei Bodega, che per l'occasione hanno composto il brano Name Escape.

Hedi Slimane è partito dall'analisi di un vestire borghese liberato da regole, mettendone in scena la leggerezza ma anche la vulnerabilità, linfa vitale per ogni tipo di creatività artistica.

Lasciando spazio alla libertà ma sempre all'insegna della sartorialità. Gli abiti doppiopetto in tessuto gessato scivolano sul corpo esaltandolo con delicatezza, i jeans dal fondo svasato portati sotto al blazer fanno pensare al giovane Yves Saint Laurent, che le portava spesso nelle sue uscite mondane.

Minuziosa la cura dei dettagli e dei materiali, che si esprime soprattutto nei giubbotti in rettile maculati e ricamati o nella grande cappa con i bordi brodé dorati. Torna alla ribalta la salopette, da abbinare con disinvoltura a un cappello a tesa larga.  

Slimane è artefice di una collezione all'insegna di un'eleganza mai troppo seriosa, tra il rigore militaresco dato dai trench larghi, quasi over, tocchi minimal e sfumature vezzose.

I tessuti a righe brillanti degli abiti sono l'emblema di un look intrigante e contemporaneo, mentre i cardigan bordati da fasce bicolori rendono omaggio a Elton John, icona della musica di cui Hedi Slimane è un grande fan.

Praticità prima di tutto per gli accessori come i boot in varie forme, colori e materiali e le maxi shopping in paglia. Un nuovo modo di vestire, che non nasce da singole emozioni o influssi sociali, ma vuole creare qualcosa di più: un inconsueto vocabolario della moda.

a.c.

PARIS MEN SS 2020: CELINE



 

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