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Convince lo show di Lanvin. Hecquet: «In crescita e con gli accessori tra gli asset»

La collezione donna e uomo di Lanvin in pedana stamattina è una raccolta di ideali conversazioni tra l'attuale direttore creativo Bruno Sialelli e la fondatrice Jeanne Lanvin.

La donna Lanvin è innanzitutto elegante. Il suo portamento è regale, grazie a cappotti doppiopetto con colli di volpe, ma anche abiti dai volumi fluidi, con stampe d’ispirazione modernista che riprendono gli acquarelli e i calligrammi illustrati da Guillaume Gillet nel libro L'Opéra de l'Odorat di Louise de Vilmorin, amica e collaboratrice di Jeanne Lanvin.

La palette colori, dai toni sussurrati, parte dal blu polvere e dal rosa cipria, per perdersi nel bordeaux acceso e nel rouge feu.

L'abbigliamento maschile - lanciato originariamente nel 1926 - ha una silhouette quasi femminile, evidente nella forma curvilinea delle spalle.

Acconciature e trucco d’antan e gioielli ispirati ai profumi del marchio, che sembrano usciti dallo studio di Constantin Brâncuși, decorano lady d’altri tempi, in sintonia con i codici della maison, ma al tempo stesso attuali.

Grandi protagonisti borse e gioielli. L'importante è che le borse siano minaudière come oggetti surreali d’arte, mentre bijoux e bottoni rimandano ad Arpège, fragranza creata nel 1927.

Proprio gli accessori sono una delle leve del business, come ha spiegato su Fashion il ceo di Lanvin, Jean-Philippe Hecquet. Intervistato da Sofia Celeste, ha infatti affermato che «questa categoria merceologica rappresenta un modo per fidelizzare la clientela più giovane e vogliamo che arrivi a rappresentare il 15% del business, investendo soprattutto su scarpe e pelletteria. Abbiamo inoltre avviato un'intesa con Marchon per gli occhiali».

Il digitale è un'altra leva strategica. «Circa il 65% dei clienti - fa notare Hecquet - visita il nostro sito prima di entrare nei monomarca fisici ed è quindi chiaro che una priorità è migliorare la navigazione e l'experience su questo canale. Intendiamo apporre qualche modifica alla nostra piattaforma web e, parallelamente, continuare a collaborare con nomi come Farfetch e Net-a-porter».

L'a.d. cita inoltre incontri esplorativi con Tencent e altri possibili partner tecnologici in Cina, «ma al momento non siamo ancora pronti a rivelare nulla». Accenna invece a una capsule pensata ad hoc per il digitale, «che dovrebbe vedere la luce a settembre».

Sui numeri Hecquet non si sbilancia, ma rivela che «nel 2019 gli ordini nel wholesale sono aumentati, e di tanto, rispetto al 2018. Si sta rafforzando la brand awareness, senza parlare poi dell'engagement online. Coglieremo i frutti del lavoro fatto nel 2019 durante l'anno in corso, per il quale prevediamo una crescita a doppia cifra, sia nel retail che nel wholesale».

Il manager sottolinea quanto sia stato fondamentale per Fosun, che ha acquisito il brand due anni fa, puntare sull'ex Loewe Bruno Sialelli.

«Ritengo molto importante poter contare su un'unica regia per l'uomo, la donna e gli accessori, ed è la prima volta per Lanvin, perché è determinante che ci sia coerenza di prodotto - precisa -. Dopo l'uscita di scena di Alber Elbaz nel 2015, Lanvin era sprofondato in una zona grigia, ma ora con Sialelli lo scenario è cambiato e i prodotti parlano da soli».

Hecquet definisce Bruno Sialelli «un giovane energico, che si ispira molto all'archivio ma che lo sta anche rivitalizzando, grazie al suo approccio moderno e alle nuove forze che ha introdotto nel team. Il risultato sono collezioni vive, colorate e giocose».

Il testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion n.3 del 4 febbraio, interamente tradotto in inglese e con una distribuzione capillare all'estero, oltre che nei canali abituali. È inoltre consultabile in versione e-paper su fashionmagazine.it.

a.c., a.b., s.c.

PARIS WOMEN FW 20-21: LANVIN



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