Paris Fashion Week

Dior: equilibrio e costruzione nella collezione Men FW 2023-2024

Quando nell’ottobre 1957 Christian Dior muore, all’età di 52 anni, la Francia è in lutto e la maison entra in crisi. Tutti si chiedono chi potrà essere all’altezza del grande couturier. La risposta arriva il 15 novembre 1957: Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent, il suo ex assistente di appena 21 anni, con un carattere fragile e poco preparato a sostenere la pressione del ruolo, anche se le ultime creazioni della maison sono frutto della sua immaginazione. Il verdetto dopo la sua prima collezione per Dior, nel gennaio 1958, è iperbolico. Se il massimo risultato, nonché il massimo successo di Dior proviene dall’avere reagito alla propria epoca, Saint Laurent agisce come profeta della moda, riflettendo sul profondo cambiamento nella psiche del fashion. Un momento storico sottolineato da tutti gli organi di stampa, che annullava la forma a clessidra del New Look e ne stabiliva una ad “A”, creando un rinnovamento, come succede nel racconto ciclico della moda.

Nel presente e nel futuro si trova sempre un po’ di passato ed è così per Kim Jones che ha focalizzato il suo interesse a una rigenerazione della maison, come nel cambio tra Monsieur Dior e Saint Laurent. L’incontro del passato verso il futuro nella sequenza del cambiamento diventa un risultato di equilibrio e di costruzione nella collezione Dior Men FW 2023-2024, dove le giacche a sacchetto sono abbinate a bermuda larghi e chiusi da un pannello, come osse un fregio di un’arcata palladiana o un drappeggio di una gonna.

La stessa eleganza la si ritrova nelle giacche con le maniche fermate sui bicipiti da una coulisse, o nelle cappe e nei giubbotti cerati con maniche corte, fino nei cappotti chiusi quasi come djellaba.

Scarpe, stivali e borse danno un’idea di discrezione e di eleganza, di semplificazione moderna dei passe-partout del passato della maison.

L’idea di semplicità e di precisione, ma nello stesso di complessità nella costruzione di ogni singolo capo, si traduce in un racconto di fusione tra anima sartoriale e haute couture, per elogiare la silhouette, amalgamando la modernità alla praticità.

Questo fa riflettere su quanto Kim Jones studi gli archivi e ricerchi, tra letteratura e arte, quell’elemento vitale che permette di comprendere al meglio l’attrazione esercitata da Dior ieri, oggi e domani.
a.c.
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