PARIS FASHION WEEK

Dior Homme: expertise di haute couture

Imaxtree

Kim Jones per Dior Homme ha portato di nuovo in passerella una collezione che ha reso omaggio alla sartoria maschile, rifacendosi a due ispirazioni: il lavoro di Monsieur Christian Dior e l'arte dell'americano Raymond Pettibon.

Un percorso non facile per il designer, dato che Monsieur Dior non ha mai disegnato un guardaroba maschile e solo Hedi Slimane agli inizi di questo secolo ha dato un’identità certa alla linea, creando dei nuovi codici che provengono dalla couture femminile e trasferendoli sull’uomo.

La nota di stile e di distinzione di Kim Jones è certo l’ormai riconoscibile giacca “tailleur oblique”, presente anche nella pre-collezione presentata a Tokyo lo scorso novembre e che in quest’ultimo show ri-appare, in versione pervinca con revers neri per la sera.

PARIS MEN FW 19-20: DIOR HOMME




«Uno degli aspetti più importanti della collezione è l’attenzione al tailoring, che Christian Dior ha adottato per la donna e che viene trasposta nel menswear di oggi. A questo ho aggiunto la preferenza per la stampa leopardo, che Monsieur apprezzava, e i riferimenti ai lavori di Raymond Pettibon. Da questo deriva un uomo che ha l’attitudine della couture, ma che ha un carattere eroico, tipico della visione di Mr Dior», scrive Jones nelle note del “pamphlet” che introducono la collezione.

Gli abiti, le giacche e i cappotti dal taglio sartoriale s’indossano con stole che scendono dall’interno di un revers e girano intorno al busto, fino a seguire morbidamente il corpo.

I classici gilet si sovrappongono alle giacche fornite di tasconi oversize, per contenere oggetti non riposti negli accessori come borse e zaini.

I cappotti dal look tailored, condito da un tocco d’ironico glam nell’inedita versione di pelliccia maculata, racchiudono effetti inside-out, per mostrare all’esterno un raso lucido e all’interno un tessuto di lana.

Borse capienti, piccole e grandi, e zaini iper-techno s’inchinano al fit di collezione, concedendosi la libertà di riprendere i print degli abiti, per un total look coordinato. Oppure virando verso divagazioni military, con insert di maxi tasche che conferiscono effetti tridimensionali.

Il gioco delle ghette approda sulle calzature, dagli stivaletti alle scarpe classiche, diventando immediatamente cult shoes, da esibire grazie alle lunghezze dei pantaloni con risvolto che puntano, decise, sulla caviglia in evidenza.

a.c.
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