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Dior: la galleria dei sogni alla Reggia di Versailles

Ph. Elina Kechicheva

Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica delle collezioni donna di Dior, riesce a sorprendere ogni volta lo spettatore, immergendolo in una dimensione particolare di tempo e spazio ed evocando suggestioni, intenzioni e "inciampi", per disegnare una nuova sensibilità femminile.

Questa volta ha scelto di esplorare il mondo delle fiabe, non come mezzo di fuga ma per mettere in discussione e aggiornare gli stereotipi archetipici attraverso il video Disturbing Beauty.

Una narrazione magica che parte da un luogo antico e incantato, la Reggia di Versailles, impreziosito dalla coreografia di Sharon Eyal che dialoga con l’opera di Silvia Giambrone The Hall of Shadows1: specchi dall’aspetto nefasto fanno da contraltare a lastre di cera da cui emergono rami pieni di spine, capaci di colpire il corpo e il cuore delle danzatrici.

Una idea di insolita bellezza poetica che introduce all’interno della Galleria degli Specchi della Reggia: uno spazio unico ed emozionante, in cui le modelle vestite come nelle fiabe interpretano la femminilità in un’ottica profondamente trasformativa.

PARIS WOMEN FW 21-22: CHRISTIAN DIOR


L’uniforme del soldatino di latta si trasforma in una serie di cappotti blu di cachemire dalle campiture rosse e bianche sul retro. E ancora, bagliori di lamé e lurex in versione jacquard danno una luce metallica alle silhouette.

Piccoli vestiti in nero opaco, con un’ampia scollatura merlata, si contrappongono a gonne seriose e alle magiche giacche Bar: tra queste un modello con cappuccio, che potrebbe essere indossato dalla Cappuccetto Rosso dei racconti Il lupo mannaro, La compagnia dei lupi e Lupo-Alice di Angela Carter nel suo libro La camera di sangue.

Il colore rosso è una costante declinata nei piccoli cappotti, nelle mantelle e negli impermeabili, sempre con cappuccio.

In questa galleria dei sogni, gli abiti da sera, in tulle sovrapposto e strascico, sono quelli delle principesse, da Alice nel Paese delle Meraviglie a La Bella e la Bestia, fiaba molto amata da Maria Grazia Chiuri, in particolare nella trasposizione cinematografica del 1947 firmata da Jean Cocteau e a sua volta ispirata alle fiabe di due autrici come Madame d’Aulnoy, contemporanea di Perrault, e Madame Leprince de Beaumont.

In quest'ottica femminile profondamente trasformata non possono mancare i colletti bianchi, le pettorine in Sangallo e i calzettoni bianchi, che riportano ai ricordi di infanzia.

Una collezione che mixa in equilibrio perfetto tra codici estetici femminili e maschili per invitarci a riflettere sull’universo delle donne e la sua identità, prendendo in parallelo consapevolezza della magia insita nel passaggio tra infanzia e maturità.

a.c.
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