Paris Fashion Week

Il sartoriale di Givenchy, tra edonismo e modernismo

Dopo il debutto a Pitti Uomo, lo scorso giugno, Claire Waight Keller torna a proporre la sua visione al maschile di Givenchy. Di nuovo tentata dal dualismo tra sport e sartorialità, la creativa sposta però l'ago della bilancia verso un gusto più prezioso, che rilegge i canoni della moda maschile formale con uno sguardo audace, lasciandosi conquistare da effetti sparkling, ricami e decori.

 

In passerella domina un tailoring che si traduce in cappotti dalle linee slim o al contrario oversize, in abiti e blazer chiusi da fermagli, spille o catene arricchite da ciondoli.

 

L'ispirazione viene infatti dalla figura del XIV Maharajah di Indore, che negli anni Venti e Trenta dello scorso secolo fece un viaggio dall'India a Los Angeles e si innamorò della città statunitense, sposando il Modernismo e la cultura dell'Occidente.

 

Un mood che diviene un chiaro statement nei ghirigori di fili dorati e nei ricami di cristallo sui soprabiti e nei top in jersey, su cui la stilista ha stampato orologi e gemme.

 

Pantaloni in pelle lucida, maglieria oversize e stivali dalla punte squadrate, abbinati a pantaloni a zampa di elefante, si inseriscono nel gioco di contrasti, dando grinta e struttura alla collezione, mentre un grande cappello da cow-boy irrompe di prepotenza, scompigliando ulteriormente le carte.

 

Fil rouge in pedana la maxi borsa Antigona, realizzata in pelle di vitello lucida con intrecci di tela o con con pannelli di montone.

c.me.

PARIS MEN FW 20-21: GIVENCHY


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