PARIS FASHION WEEK

Il tailoring liquido di Valentino: «Porto la strada in atelier»

Pochi colori: nero, grigio, cammello, tocchi di rosso e blu elettrico. E fondamenta solide: capi di matrice sartoriale, dal taglio minimal, con vestibilità impeccabili.

Pierpaolo Piccioli parte da qui per raccontare il nuovo capitolo di Valentino. Che è fedele alle sue radici ma immagina di volare nello spazio, popolato da ufo, dischi volanti e astronavi, come nella Space Oddity di David Bowie, in un sogno dove si sovrappongono i ritratti sfumati di Edgar Allan Poe e Beethoven.

Grafiche che azzerano cronologie e rimescolano stili, grazie alla collaborazione con Jun Takahashi di Undercover, e che rinforzano il moodboard della collezione: un tailoring liquido, dalle silhouette morbide e relaxed, disegnato con un linguaggio couture che si apre al mondo street, a «elementi alieni ma altrettanto autentici», dice lo stilista.

«La mascolinità si fluidifica - aggiunge Piccioli -. Gli uomini esplorano modi più liberi di essere e rappresentarsi. I codici che appartengono all'immaginario collettivo sono privati dell'aspetto normativo».

Obiettivo, portare l'attitudine della strada in atelier, esacerbando la tensione fra gli opposti, per trovare con naturalezza un segno contemporaneo.

Lo ribadisce anche l'inedita liaison con un brand lontano anni luce dall'estetica di Valentino come Birkenstock, con una nuova versione dei sandali tedeschi, alternati alle sneaker e abbinati a cappotti e mantelle, portati sopra lunghi gilet o camicie che spuntano da blazer doppiopetto.

Tutto ton sur ton. Raffinato sì, ma dall'immagine zen. Nessuna costrizione, nessun manierismo. Un unico imput: inclusività.

«Il sartoriale contemporaneo - conclude Piccioli - accoglie la vita, dialoga con ciò che è diverso. Mentre si libera, libera. Suggerisce una uniforme che non uniforma».
a.t.

PARIS MEN FW 19-20: VALENTINO


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