PARIS FASHION WEEK

Il viaggio immaginifico di Valentino

La collezione di Valentino ruota intorno ai segni e alle tracce di varie culture, raccolte in un viaggio pieno di significati in cui le differenze si incontrano e si intrecciano in un dialogo mentale e geografico.

Tutti i look saliti pedana alle Galerie Curbe del Grand Palais sono perfetti per ogni situazione e pensati per le necessità di ogni uomo, sia in città sia al tempo dedicato alla «spensierata vaghezza dell’essere».

Una contrapposizione di diverse attitudini, che vanno dal desiderio di indossare un vero e proprio guardaroba con forme, aspetti, linee volumi che convergono in un altro, in tanti altri, senza limiti e barriere.

La palette è armoniosa nei colori del deserto, così come nelle stampe che vanno dai tratteggi surrealisti di Max Ernst alle visioni di paradisi amazzonici creati dall’artista Roger Dean, creatore della copertina degli Yes, la band anni Settanta.

Versatilità e informalità: la silhouette nel complesso è morbida, caratterizzata da camicie boxy come djellaba, da trench come caftani, da pantaloni fluidi, realizzati in maniera sartoriale e maglioni con il cappuccio e le frange lunghe come se fossero poncho, abbinati a capi più dégagé per la parte superiore che ricordano lo sportswear.

L’accessorio di stagione è un mini-marsupio portato a tracolla che parla di un lusso che, come sempre accade con Pierpaolo Piccioli, non è gridato. Ma anche zaini, cappelli in paglia e sneaker, che riportano la narrazione di un uomo in continuo movimento in un viaggio senza tempo.

a.c.
stats