paris fashion week

Stella McCartney si ispira a Erté: e il finale sorprende

In un periodo in cui non c'è molto da ridere, Stella McCartney spiazza e diverte il pubblico della sua sfilata, concludendola con dieci modelle vestite da animali: dalla mucca al coniglio, fino al lupo, al cane, al coccodrillo, alla volpe e altri.

Come peluche giganti, sono loro a dire l'ultima parola allo show, prendendo in contropiede un mondo, come quello della moda, che in genere non è particolarmente autoironico. 
«L'ho fatto per ribadire in modo gioioso che il mio brand è l'unico completamente animal-free», dice Stella nel backstage.

Una boutade, ma anche un modo per mettere ancora una volta l'accento sul dna sostenibile della griffe, eco-friendly ante litteram e oggi più che mai. In pedana outfit avvolgenti e protettivi, che partono dal concetto di uniforme sdrammatizzato per approdare a un'estrema fluidità nei capispalla, tra cui quelli in pelle vegan traforata, nei vestiti e nei pantaloni, sempre molto ampi, se non ridondanti, e in contrasto con le scarpe a punta.

Al tailleur con giacca doppiopetto over a un bottone, reso particolare da giochi di lacci, si contrappone la sofficità del cappotto in maglia lavorata a punto pelliccia, mentre si fanno notare i capi ispirati a Erté: Stella ha attinto dagli archivi dell'artista, conosciuto personalmente durante l'infanzia, per riportare alla luce le stampe Jellyfish, Lock, Starbust e Tumbling.

Una collezione dall'appeal contemporaneo e metropolitano, in cui si insinua qua e là l'elemento divertissement, soprattutto negli accessori come collane, spille e orecchini, che interpretano con fantasia quasi infantile il tema dell'animalier.

A cura della redazione

PARIS WOMEN FW 20-21: STELLA MCCARTNEY





 

stats