Paris Fashion Week

L’estetica riduzionista di J.W. Anderson per Loewe

Jonathan Anderson ha portato in passerella per Loewe il suo linguaggio creativo fatto di passione per l’arte antica e per quella contemporanea di Julien Nguyen.

Un artista americano, quest’ultimo, che si è ritagliato un posto al sole con Kye, semper solus, ritratto accademico in cui mescola spunti da Raffaello e Modigliani, e venduto a 453mila sterline da Sotheby’s, superando di dieci volte le valutazioni.

L’uso che Nguyen fa del rame e della pergamena, come base dei dipinti, la sua combinazione di tecniche tradizionali come l’olio, la tempera e il gesso, l’encausto e la punta d’argento, lo hanno portato a creare per lo show tre opere d’arte, raffiguranti il modello e musa ricorrente nella sua creatività, Nikos. Sono nati un ritratto in miniatura per l'invito alla sfilata e due immagini digitali in larga scala ideate per lo show.

Queste ultime ritraggono Nikos in due scene di intimità domestica, che rimandano al potere dell’amore.

Quello stesso amore a cui si è ispirato J.W. Anderson per la collezione di Loewe, fatta di ricerca di silhouette e di matericità dei tessuti come pergamena, velluto, rame, acciaio, pelle, raso e lana.

Una sorta di forma pittorica, che ricorda le tecniche rinascimentali, che catturavano un momento e un movimento in tempo reale per piegare, cristallizzare e personalizzare le forme modellate.

Sfilano i paletot, i trench, i cappotti in shearling rasato, i cardigan, i top a girocollo, gli abiti. L’underwear si traduce in short e in top con maniche lunghe sfoggiati in passerella.

La scelta speculativa di Loewe mira a dimostrare che non c’è più niente di più avvincente del rafforzare l’attitudine riduzionista, per arrivare all’essenziale.

a.c.

PARIS MEN FW 23-24: LOEWE


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