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Louis Vuitton: il mistero indefinibile del classico

Partendo dalla premessa che lo streetwear è in declino, Virgil Abloh, direttore artistico delle collezioni maschili di Louis Vuitton, ristudia i codici di abbigliamento tradizionale per programmarli in una versione contemporanea e comfort, dove la silhouette è ruotata, girata e distorta, seguendo i contorni del corpo.

Nei giardini della Tuileries, location dello show, prende forma questo cambio di passo attraverso un set cinematografico, dove i tradizionali strumenti dell’artigianato sono ingigantiti in sculture e trasformati in icone della tradizione, riportando alla mente i colori e l’illusionismo di Magritte.

Nuvole in bilico come in un’antica cappella e orologi rotti, progettati per ruotare all’indietro ma che segnano l’ora giusta due volte al giorno, definiscono una visione surreale del Paradiso Terrestre: in questa ambientazione sfilano giubbotti monogram o imbottiti, che si avvicendano a pantaloni tailoring dai tessuti tecnici, sahariane dai toni safari e camicie immacolate in bianco ottico, tinta unita o a righe.

Gli accostamenti cromatici, dalla carta da zucchero al rosa shocking, pennellano i vestiti dalle linee affusolate che rileggono ed elogiano, in chiave contemporanea, l’austerità dell’uomo moderno.

Anche gli accessori, dalle scarpe alle borse, sono rivisitati da modelli classici. Il bauletto Speedy rivive grazie alla pelle e ai nuovi colori, come arancio e nero, rosa e bianco sporcato da imbrattamenti pittorici, mentre gli stivali dalla punta quadrata si alternano alle allacciate dalle linee semplici, completate da morsetti di colore.

In particolare, lo stivaletto Chelsea dà la sensazione di una scarpa sportiva, mentre la sneaker, con il nuovo logo LV Comet, è pensata per essere indossata con abiti formali.

a.c.

PARIS MEN FW 20-21: LOUIS VUITTON


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