paris fashion week

Louis Vuitton: la collisione del tempo

200 coristi vestiti con costumi di varie epoche - dal XV secolo al 1950 - fanno da sfondo alla collezione FW 20/21 di Louis Vuitton, disegnata da Nicolas Ghesquiere, che porta in scena uno scontro di stili, abbinamenti inaspettati, funzioni sovvertite, in sintonia con la mostra About Time: Fashion and Duration, al Metropolitan Museum di New York, sponsorizzata dal brand ammiraglio di Lvmh e in scena dal prossimo maggio.

Si delinea un vestirsi senza protocolli, per passare dal vecchio al nuovo, dall’inedito patrimonio storico che ci circonda alla prova di agilità di costruire un guardaroba in grado di scrivere la propria storia. 

Come un'eroina moderna, la nuova donna firmata Vuitton interpreta un’eleganza in collisione tra la robotica e la sartoria borghese, densa di sensualità. Ghesquière è particolarmente a suo agio nel ricreare i codici visivi di distanza e velocità, traslandoli su abiti per donne che amano guidare una macchina da corsa, cavalcare una moto, fare motocross o, magari, prendere uno shuttle per una vacanza nello spazio.

Il set di forte impatto cinematografico, costruito assieme alla designer Milena Canonero (quattro premi Oscar e nove nomination, che ha disegnato i costumi di Arancia Meccanica, Barry Lyndon e Shining di Stanley Kubrick), diventa il fil rouge per portare in pedana un’atmosfera avvolgente, raffinata, di abiti tinteggiati dalle tonalità multicolori di una palette che va dal nero al beige, dal rosso al blu, con sprazzi di oro e arancio.

Sfilano mise indossate con accessori coordinati, forti dell'heritage unico al mondo di una maison che punta sempre più in alto, attraverso la realizzazione di prodotti con elevati standard qualitativi.

Tra gli accessori le clutch a effetto metal e le maxi e mini bag in tela monogram, insieme a una moderna bowling bag dalla dimensione maxi, da portare a mano, diventano le compagne di viaggio ideali, insieme alle sneaker chunky con suola sagomata, agli stivali da neve e ai camperos appuntiti.

La donna immaginata da Ghesquière è una star che si muove da una parte e dall’altra del globo, accompagnata da note potenti, come quelle dell'opera Three Hundred and Twenty di Woodkid e Bryce Dessner, che fa da sottofondo allo show mixando suggestioni barocche con una partitura minimalista e ripetitiva.

a.c.

PARIS WOMEN FW 20-21: LOUIS VUITTON



 

 

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