PARIS FASHION WEEK

Louis Vuitton: la moda è ciclica e collettiva

Virgil Abloh avrebbe apprezzato la collezione FW 23/24, con l’americano Colm Dillane, founder dello studio creativo e del brand KidSuper, primo guest designer dalla scomparsa del direttore creativo. Fil rouge il principio che, in fondo, nessuna stagione è una stagione, insieme a un’idea collettiva di moda e creatività.

Allo show all’interno della Cour Carrée du Louvre, sotto la regia di Michel e Olivier Gondry, hanno infatti dato un contributo fondamentale anche Lina Kutsovskaya, storica collaboratrice del marchio, per la scenografia e per lo styling Ib Kamara, che hanno lavorato a loro volta per rendere la collezione un tripudio di moda inclusiva, contaminata da una forte matrice street ma sempre aderente al concetto di lusso della maison.



Dillane potrebbe essere un erede perfetto di Abloh, che ci ha lasciati nel novembre 2021. Di sicuro, anche grazie al suo impegno, al mood delle stagioni precedenti si è aggiunta in questa sfilata una nuova ventata creativa, unita alla spettacolarità e alla consueta artigianalità.

Gli outfit in pedana descrivono in modo naturale le fasi di crescita di ogni uomo, seguendo il romanzo della vita che passa velocemente dall’adolescenza alla fase emancipata dell’età adulta, portandosi dietro ricordi e momenti di passaggio.


Un racconto visualizzato attraverso l’incedere dei modelli sulle note live di Rosalía, cantante e produttrice spagnola di grande personalità. Indossano cappotti e abiti con stampe pop alternati ad abiti scuri monocromatici, giacche interrotte da tagli improvvisi sul tessuto (il segno riconoscibile di Dillane), accessori che vedono le borse diventare dei masterpiece: dai modelli grandi a quelli piccoli a tracolla, fino alle bag specchiate dove il monogram LV, simbolo dell’heritage della maison, è ben evidente e rimanda un concetto di continuità nel futuro.

a.c.

PARIS MEN FW 23-24: LOUIS VUITTON





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