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Chanel: purezza, rigore e raffinata austerità

La navata del Grand Palais si è trasformata nel giardino di un chiostro per la sfilata di haute couture primavera-estate 2020 di Chanel, rievocando uno dei luoghi chiave dell’infanzia di Gabrielle Chanel.

Nel 1895 lei e le sue sorelle furono mandate dal padre nell’orfanotrofio dell’antica abbazia cistercense di Aubazine a Corrèze, nella regione nella Nuova Aquitania. Fu in questo luogo nascosto e senza tempo che la giovane Gabrielle fu affascinata dalla pavimentazione del corridoio del convento, fatto di ciottoli che formavano mosaici con gli stemmi dell'abbazia composti da luna, sole e stelle e dalle vetrate che riflettevano il cambiare della luce.

Suggestioni che plasmarono l’immaginazione della ragazza e diventarono le sue principali fonti di ispirazione, tali da ispirare l’intersezione del monogramma della futura casa di moda e la costruzione di una scala all’interno de La Pausa, dimora estiva nel Sud della Francia, identica alla grande scala di pietra di Aubazine.

Un elemento, quest’ultimo, balzato all'occhio della direttrice creativa Virginie Viard, che durante una visita a La Pausa ha notato la similitudine con il monastero.

«Quello che mi è subito piaciuto è che il giardino del chiostro era incolto, soleggiato - ha spiegato Viard dietro le quinte della sfilata -. Il posto mi ha fatto pensare all'estate e a una brezza profumata di fiori. Subito ho pensato di trasformare tutto questo in ricami floreali, che confluiscono in un erbario dai fiori delicati».

«Ciò che mi ha interessato di più nell'allestimento della sfilata - ha aggiunto - è stato il paradosso tra la raffinatezza dell'alta moda e la semplicità di questo luogo».

Un paradosso che costituisce la base della collezione: abiti come grembiuli alternati a giacche lunghe in raffinato tweed con collaretti in pizzo, e modelli di finezza eterea, fatti di tulle con strati di trasparenze nei colori bianco e nero, che racchiudono fiori ricamati, o che possono concludersi con balze. Senza contare il gran finale con l’abito bianco da sposa immacolato e quasi monacale.

Geometria e serenità sono gli strumenti di un nuovo percorso silenzioso che Virginie Viard ha intrapreso per recuperare la purezza e il rigore della maison, pensando a una donna nobile e al di fuori del frastuono dal mondo, come scrisse Jean Cocteau di Mademoiselle Chanel.

In front row, ad applaudire questo sofisticato défilé, la principessa Carolina di Hannover, Inès de la Fressange, Ellie Bamber, Eva Green, Clemence Poesy, Pharrell Williams e il rapper sudcoreano G-Dragon.

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2020: CHANEL


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