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Fendi Couture: un lusso fatto di dettagli e sperimentazione

Imaxtree

Di scena ieri, 4 luglio, a Palais Brongniart, Fendi Couture applica a materiali preziosi tecniche all’avanguardia, con rimandi al rigore neoclassico e incursioni nel movimento del Cubismo Orfico, nato nel 1910 in Francia e precursore del futurismo.

Le prime uscite sono di forte impatto, all'insegna di palette arcobaleno a impasto, che nel corso della sfilata si addolciscono nelle nuance albicocca, lavanda e rosa sorbetta.

La collezione abbandona il nome Fendi Fourrure, per diventare Fendi Couture: un modo, spiegano Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, per ribadire che la griffe è anche altro, oltre alla pelliccia, e che la maestria nel trattare i materiali non ha limiti.

Si alternano in pedana silhouette statuarie e morbidezze fluttuanti, in tessuti raffinati come organza e chiffon sfrangiati che si trasformano in superfici trompe l'oeil, chevron gheronati che creano leggerissimi gusci in cashmere intarsiato, visone rasato e shearling, mentre l'ermellino sia alterna alle paillette e il tailleur più prezioso è il frutto della giustapposizione di minuscole strisce, sempre in visone rasato.

Trionfano pizzi, rosette, piume, crinoline e ricami dipinti a mano, con uno sguardo senza nostalgie al passato e la porta sempre aperta all'innovazione: i capi lavorati e le Minaudière gioiello sono rivestiti di strati glossy in termoplastica che riproducono il marmo, la malachite e la madreperla. Le calzature combinano questa tecnica con tacchi paralume ricreati con acero, perspex e corno.

a.b.
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