PARIS HAUTE COUTURE

Giorgio Armani Privé: l’eleganza del decorativismo

Nelle sale affrescate dell'Hotel d'Evreux di place Vendôme a Parigi, che fu casa di banchieri e nell’Ottocento la residenza del presidente del Parlamento francese, Giorgio Armani porta in passerella la collezione Giorgio Armani Privé primavera-estate 2019, con un sensazionale défilé di 83 modelli straordinari e pieni di charme.

Un guardaroba composto da quattro elementi, che lui stesso illustra nell’affollato backstage: «Ho voluto basarmi innanzitutto sulla qualità del mio prodotto, mettendo in evidenza elementi come la lacca - dice -. Gli abiti hanno una superficie lucida nera, rossa, bluette o bianca. Ho pensato anche al decoro, nel senso dello stile Déco che appare discreto, senza denunciare la propria presenza e quindi contribuisce al senso di mistero che volevo dare alla collezione».

C'è poi la passione per la Cina, «nei richiami al momento magico di decorativismo che ha avuto il grande Paese asiatico. Infine, mi sono lasciato trasportare dal mio sentirmi libero da ogni costrizione e pensieri nel disegnare e a mettere insieme questa collezione, aiutato anche dalle musiche del film di Bernardo Bertolucci Il conformista».

Ed ecco che sfilano delicati gioielli di artigianalità, frutto di un’attenta combinazione di ogni elemento. Così il tratto della sensuale giacca in pelle laccata rossa, abbinata alle unghie e il contorno occhi - disegnato con maestria da Linda Cantello de L’Oréal -, evoca donne raffinatamente fetish, mentre il cappotto con i volumi di una vestaglia da boudoir cinese in seta goffrée presenta ricami di paillette e baguette, che si dovrebbero esibire solo in grandi occasioni private.

I pantaloni dei completi tuxedo in seta jacquard, leggermente svasati, accompagnano giacche dalle spalle costruite, mentre gonne e abiti sono in garza di seta, con ricami floreali in rilievo o impreziositi ancora da paillette, baguette e cristalli, creando effetti di geometrie tridimensionali.

L'abito della Mariée, che tradizionalmente pretende ogni sfilata della haute couture, spicca sulla pedana di Armani Privé nell’interpretazione rigorosa di un volume a colonna, fatto di lucide paillette bianche messe in evidenza da pastiglie, due rosse e una nera, nella profonda scollatura.

Gli accessori seguono passo passo il guardaroba, accompagnandolo con cappellini a cono di paglia che ricordano i Sugegasa indossati dai raccoglitori di riso in Giappone e Cina, sui quali si appunta una divagazione di un bordo di techno crinolina, o con cuffie di jais che rimandano agli anni Venti e alle silhouette di Romain de Tirtoff, meglio noto come Erté.

«Stavolta mi sono proprio divertito - ribadisce Giorgio Armani, elegantissimo e sorridente in smoking di velluto, a raccogliere gli applausi al défilé -. Armani Privé mi rende libero, perché mi permette di lasciare libera la mia testa, approcciando un mondo come quello dell'arte Déco, che non ho visto e vissuto, reinterpretandolo con la sensibilità di oggi».

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2019: GIORGIO ARMANI PRIVE




 

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