paris haute couture

Givenchy evoca Virginia Woolf e i giardini incantati

Giardini come metafore delle stagioni che passano. Clare Waight Keller, direttrice creativa di Givenchy, li considera come un arazzo del tempo, dove si possono trovare i segnali di vite vissute e ne evoca le atmosfere nella collezione haute couture primavera-estate 2020.

Un'allegoria fatta per nutrire lo spirito attraverso la bellezza effimera della natura e contrastare l'inquietudine che pervade il nostro tempo, pensando agli scritti di Virginia Woolf al marito prima di suicidarsi o a una lettera d’amore scritta da Virginia alla poetessa Vita Sackville-West. O ancora, alle “stanze” murate di Sissinghurst, insieme ai frutteti di Monk’s House e Clos Fiorentina amati da Monsieur Hubert de Givenchy.

Le forme femminili ondeggiano in pedana sulle note della colonna sonora del film The Hours (dedicato appunto a Virginia Woolf e diretto da Stephen Daldry, ndr), suonata dal vivo da musicisti sospesi. Clare Waight-Keller punta su strutture stilistiche piene di petali e boccioli, come promesse di un giorno di primavera che svanisce nell’ombra della luna: si va dall’iris rigoglioso alla pansé giocosa nei colori, fino alla delicata gipsofila.

I tailleur, le mantelle, i grandi abiti da sera e le tuniche diventano esplosioni di ruche, balze e volumi, come fioriture primaverili che creano bellezza e movimento.

Giochi di drappeggi e panneggi sono assemblati e costruiti in silhouette valorizzate da tessuti preziosi: si va dalla duchesse al macramé elisabettiano, dal mikado all’organza, per un sogno da comunicare alle nuove generazioni, delineando il manifesto di un’età post-tecnologica senza alienazione.

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2020: GIVENCHY


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