paris haute couture

Valentino e gli archetipi dell'inconscio

Un viaggio in bianco e nero, che si abbina all’incomparabile arte di maneggiare i tessuti, trasformandoli in abiti simili a opere d’arte.

Nei saloni principeschi dell’Hotel Salomon Rothschild di Parigi, con la voce angelica di Anohni (ex solista degli Antony and The Johnsons) a fare da colonna sonora, si apre un nuovo viaggio di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, nel mondo della couture.

Il tema di questa collezione è la collezione stessa, raccontata attraverso il lavoro che c'è dietro a tagli, tessuti e colori, come in un processo circolare che parte dal sogno, espressione di un inconscio che non si contrappone alla realtà, anzi viene condiviso nella composizione di un abito.

Un universo di stili e decadi si stratifica nelle 74 uscite, fatte soprattutto di abiti da sera in una palette cromatica che va dal bianco al nero, dal verde pistacchio al viola, dal rosa confetto al beige e dal pervinca al rosso.

Sfilano cappe grafiche e soprabiti con incrostazioni ricamate o con pennellate di colore; bluse see-through con grandi fiocchi al collo, come effetto decorativo sul décolleté; guêpière a vista per sottolineare e decorare i fianchi; tubini neri con code scenografiche; gonne trasparenti ricoperte di piume o di strass e gown dress con cascate di volant e ruche.

Questo decorativismo si ritrova nelle dimensioni oversize dei maxi chandelier con nuance pendant in contrasto con il fit indossato, nei sandali di raso colorato e nelle acconciature cotonate, oltre che nei copricapi che richiamano alla mente le sculture di Jan Fabre.

In front row tutto lo star system di nomi cari alla maison: il regista Luca Guadagnino, le attrici Bianca Brandolini d’Adda e Sonam Kapoor, il cantante Mika, la giornalista Anna Wintour, lo stilista Christian Louboutin, la trend setter Giovanna Battaglia.  

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2020: VALENTINO



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