PARIS HAUTE COUTURE

Valentino: la bellezza è diversità

Imaxtree

Pierpaolo Piccioli ha portato in passerella per Valentino una couture enciclopedica e incantata, ispirata alle foto classiche della Couture di Charles James, parlando dei cambiamenti che stiamo vivendo da anni e che talvolta non riusciamo ad accettare, come l'integrazione razziale o sessuale.

«Ho voluto una collezione di haute couture super classica, con tutti gli stereotipi della haute couture, ma ho rovesciato la prospettiva: volevo guardarla in modo da poter celebrare la diversità», dice lo stilista nel backstage.

La prima uscita in passarella è quella della modella Adut Akech con un abito in scuba rosa fluo mentre un cappa, cosparsa di rose, arricciata sul corpetto a formare un disegno floreale, le incornicia il viso.

E poi, uno dopo l’altro, 64 capi preziosissimi, con lunghezze di poco sopra la caviglia e a sfiorare il terreno, su cui pare quasi librarsi la donna di Piccioli, costruendo il vocabolario della Bellezza, «di cui si può godere anche guardandola, non è detto che tutto si debba possedere».

A grandi abiti ricchi di dettagli si alternano capispalla, mantelle, pantaloni maschili e gonne corte, delineando la figura e a volte creando forme sinuose, e altre assecondandola.

I colori classici come il nero e la terracotta, alternati a lilla, fucsia, lampone, turchese, argento e oro sono lavorati in metri e metri di tessuto (20 metri di stoffa rosa, 12 di pizzo e 25 tessuto carminio specifica una nota) su abiti dal perfetto aplomb, mescolati ai fiori e alle volute cut-out di cristallina complessità.

Emozione tattile per modelli che parlano di grande femminilità e descrivono il mondo di oggi così com’è, e così come lo interpreta Pierpaolo Piccioli.

Nella collezione regna sovrana l’estetica, che è etica e quindi diventa politica quando, come l’etica stessa, viene utilizzata per scrivere un nuovo corso all'insegna del rinnovamento della couture. 

a.c.

PARIS HAUTE COUTURE SS 2019: VALENTINO




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