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Swarovski: la nuova Designer Edition è firmata Chris Bangle

Ieri sera (28 marzo) lo Spazio Radetzky di via Cusani 5 a Milano si è illuminato delle molteplici sfaccettature dei cristalli Swarovski, interpretati dal designer Chris Bangle sul filo conduttore del tema "Illusions".

 

Ad accogliere gli ospiti una scultura fatta di specchi: scenografica già di per sé, se osservata attraverso un foro appariva come un cristallo gigante.

 

Sui continui rimandi tra reale e surreale si gioca, del resto, la nuova gamma di cristalli in 2,5 dimensioni che segna un ulteriore capitolo delle "Designer Edition" della casa austriaca: questa volta è la creatività di Bangle, presente all'happening di ieri sera, a conferire ai cristalli una dimensione inedita, facendone tanti piccoli capolavori a livello di glamour, ma anche di realizzazione tecnica.

 

Il talento visionario e anticonvenzionale di Bangle - che caratterizza la sua attività tanto ora, che è a capo della Chris Bangle Associates, quanto nel periodo in cui è stato capo del design della Bmw e ha collaborato con altre case automobilistiche - si traduce nei tre tagli Tilted Dice, Tilted Spike e Tilted Chaton: contraddistinti da rifrazioni a sorpresa, simmetrie che paiono falsate e repentini azzeramenti delle profondità, andranno ad arricchire con la loro potenza visiva le collezioni autunno-inverno di Andrea Marazzini, Philippe Ferrandis e Unode50.

 

Come ha spiegato Ute Schumacher (director creative direction and design network-innovation and product management di Swarovski Professional), «da dieci anni a questa parte abbiamo imboccato la strada delle collaborazioni con artisti e designer, partendo da nomi come Andrée Putman e via via altri, fino ad arrivare a Bangle».

 

«Quello che ci stimola nelle partnership di questo calibro - ha aggiunto - è la sfida, il superare i limiti anche tecnologici e "pratici" che si possono incontrare nel momento in cui si applicano al cristallo concetti creativi all'insegna della massima innovazione».

 

«Con Bangle - ha concluso - tutto è andato per così dire come da copione, all'insegna di un'interazione spinta da energie positive, della voglia di pensare "out of the box" e, non ultimo, di lavorare in team. Perché non dimentichiamo che dietro queste piccole opere d'arte c'è l'impegno di un'intera squadra, con un ruolo non così secondario di ingegneri e tecnici».

 

«Cinque anni fa sono intervenuto a un evento Swarovski - ha spiegato Chris Bangle - e da lì è scattata l'idea di realizzare insieme qualcosa di unico e di bello, in grado di unire il mio dna a quello del marchio, rifacendomi anche alla cultura italiana».

 

«Nei giochi di finte prospettive che ho adottato per "Illusions" - ha sottolineato - una delle mie fonti di ispirazione è stata la tridimensionalità di certi affreschi, intarsi e architetture che si trovano visitando le tante città storiche, per esempio Urbino».

 

Del resto, Bangle conosce bene il nostro Paese: nato negli Stati Uniti, si è stabilito con la famiglia nelle Langhe dove vive, lavora ed è attivo anche nel sociale, essendosi fatto promotore del Big Bench Community Project, iniziativa no profit basata su installazioni fuori scala - tra cui le famose "panchine giganti" - che catalizzando l'attenzione sulle zone dove vengono allestite, soprattutto del Piemonte, hanno una ricaduta positiva sull'economia e il turismo locali.

 

Le automobili, i gioielli: qual è il punto di congiunzione? «Per me tutto il mio design è car design - ha risposto Bangle - perché il car design ha come obiettivo il carattere e la personalità di un prodotto e il suo marchio, a prescindere dal settore. Nel caso del cristallo, come è evidente, sono le sfaccettature l'elemento più connotativo, che mi ha portato a sviluppare l'intero progetto» (nella foto, Chris Bangle e Ute Schumacher).

 

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