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Monnalisa celebra i 50 anni in Fortezza. Nel futuro più lifestyle, retail diretto e omnichannel

Festeggiamenti in grande ieri sera, 18 gennaio, in occasione dei 50 anni di Monnalisa: un anniversario che l'azienda aretina, fondata nel 1968 da Piero Iacomoni e Barbara Bertocci, coppia di ferro nella vita e nel lavoro, ha celebrato alla Fortezza da Basso di Firenze, eccezionalmente aperta oltre l'orario abituale di Pitti Bimbo. Leitmotiv dello show, "The Golden Age", "L'Età dell'Oro", che per il marchio significa un importante traguardo raggiunto e, in parallelo, molti progetti in cantiere.

 

Una sfilata che non aveva nulla da invidiare a quelle del prêt-à-porter e un dinner dal forte impatto scenografico sono stati i due momenti clou dell'evento più importante della prima giornata del salone, che ha accompagnato Monnalisa nella sua evoluzione.

 

In pedana una collezione maschio e femmina ricca e articolata, adatta alle più svariate occasioni d'uso e studiata in modo da soddisfare le esigenze di ragazzini e ragazzine di oggi, ma senza oscurare i fondamentali del brand.

 

Numerose le uscite dedicate al "maxi you", i capi uguali o simili per mamme e figlie, oppure sorelle maggiori e minori.

 

Tanti gli applausi a scena aperta, per questa realtà che ancora oggi trova un fulcro forte nella famiglia Iacomoni, comprese le nuove generazioni, ma che ha saputo comprendere la necessità di una managerializzazione sana e sostenibile.

 

Lo conferma l'a.d. Christian Simoni: «In mezzo secolo di storia siamo passati da piccola azienda artigianale a impresa socialmente responsabile, presente in oltre 60 Paesi (con un fatturato consolidato di 42 milioni nel 2017, in crescita sull'anno precedente, di cui il 68% derivante dalle esportazioni), all'insegna di una managerialità diffusa e con un sistema di governance efficace».

 

Simoni sottolinea la capacità di innovare come cardine delle strategie di ieri e di oggi, lanciando uno sguardo al 2018, «un anno in cui proseguiremo nel cammino ambizioso che abbiamo intrapreso e che ha toccato diversi aspetti: l'estero, che ci vede in prima linea con investimenti diretti e non solo come semplici esportatori, la ricerca di un equilibrio tra wholesale, retail ed e-commerce mentre un tempo era il wholesale a fare la parte del leone, il passaggio da player multibrand a monobrand e, fondamentale, la grande ricerca e vitalità legate al prodotto».

 

Intorno al core business dell'abbigliamento - per il quale è stata scardinata l'impostazione tradizionale delle uscite, puntando su un'offerta divisa in pre e main collection e su flash periodici - si è sviluppato il lifestyle, con linee come Monnalisa Living by Savio Firmino (arredo) e la nuovissima fragranza Monnalisa by Sileno Cheloni. «L'estensione del brand - commenta Simoni - è sfidante ma si basa su fondamenta solide, nel nome di un percorso di crescita "mattone su mattone"».

 

Focus anche sulla distribuzione, che ha visto l'anno scorso rafforzarsi il retail diretto (che attualmente comprende 34 punti vendita in sette nazioni) e l'apertura al travel retail, sempre diretto, con negozi negli aeroporti di Napoli e Firenze.

 

In dirittura d'arrivo store a Hong Kong e Mosca (in entrambi i casi si tratta del terzo punto vendita) e una ricollocazione del monomarca fiorentino.

 

Fondamentale il ruolo dell'omnichannel, in cui Simoni ha sempre creduto già dai tempi in cui nel settore non se ne parlava nemmeno e che vede in pole position progetti online "country specific", insieme all'integrazione tra i social e la vendita propriamente detta: «Anche l'offline e l'online devono essere sinergici e non lo diciamo certo da oggi. L'obiettivo? Arrivare a oltre il 7% di vendite sul web nel prossimo triennio».

 

La struttura e l'organizzazione aziendali sono a loro volta in progress. Come spiega l'a.d., se da un lato si è investito recentemente in settori come il briefing, il merchandising planning e il pricing, la logistica beneficerà dell'ampliamento, ormai alle battute finali, della sede attuale, con 6mila metri quadri in più, di cui 2mila destinati al magazzino, «da moltiplicare per un'altezza di 20 metri - precisa Simoni - con un impianto logistico semiautomatico, per adeguarci ai nuovi modelli di business e vendita. Contiamo di mettere tutto a regime entro aprile».

 

«Servono miglioramenti tecnologici e più efficienza per gestire il superamento del "blocco unico" dell'offerta, da cui non si può più prescindere - conclude il manager - integrato da capsule, precollection, edizioni limitate e prodotti speciali, oltre che per essere pronti a rispondere velocemente e con efficienza alle richieste sia del retail che dell'e-commerce» (nella foto, Barbara Bertocci, direttore creativo di Monnalisa, e la figlia Diletta Iacomoni, al suo fianco nello stile, al termine del défilé di ieri sera).

 

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