pitti uomo 92

Il sartoriale high-tech di Virgil Abloh

Style yourself: non ci sono regole, o vestiti alla moda, sei tu a decidere chi sei. Questo il credo estetico di Virgil Abloh, mattatore ieri sera (15 giugno) della terza giornata del salone. A piazza de Pitti, con una performance dell'Opera di Firenze, lo stilista-architetto-dj ha reinterpretato il tailoring con una collezione grafica, dall'immagine high-tech.

 

Protagonista in passerella una commistione fra sartoriale e streetstyle di derivazione gym, sintesi di quella moda disruptive che ha permesso a questo designer americano (ma di origini ghanesi) di sintonizzarsi sulle frequenze dei Millennials.

 

In mezzo a proiezioni dell'artista Jenny Holzer, Virgil Abloh sperimenta sui volumi, con maxicamicie che diventano tuniche, pantaloni a vita alta stretti in fondo da coulisse, trench - anche senza maniche - rivestiti di tasche.

 

Bianco e nero i due poli cromatici di una collezione che contempla solo qualche accento al neon e gioca con diversi pesi e texture, partendo dal guardaroba classico dell'abbigliamento maschile e inserendo via via argomenti futuristici, con strati trasparenti di nylon tecnico che doppiano i capospalla, camicie dal touch croccante, fenditure a sorpresa, cerniere che si aprono sul retro dei blazer.

 

stats