pitti uomo 92

Inaugurazione: «Da Pitti 400 milioni di indotto su Firenze»

Una fiera da quasi 400 milioni di euro. È questo, per l'esattezza 392,2 milioni, il ritorno economico sul territorio dei saloni targati Pitti immagine, Uomo in testa.

 

Lo ha sottolineato stamattina, 13 giugno, il neo presidente di Pitti Immagine Claudio Marenzi durante il suo intervento alla conferenza di inaugurazione della manifestazione, citando una ricerca commissionata al Cermes Bocconi.

 

La cifra - come spiega un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore di oggi che anticipa l'analisi della Bocconi - comprende innanzitutto la spesa diretta su Firenze e provincia, pari a 219,1 milioni, fatta di esborsi di espositori e visitatori.

 

A questa vanno aggiunti gli effetti indiretti, stimati in 173,1 milioni di euro, per un totale che supera appunto 392 milioni, generato da 13 eventi collettivi (ci sono anche Pitti Fragranze, Taste e le fiere organizzate a Milano).

 

Alla cerimonia inaugurale, che si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, hanno partecipato tra gli altri il sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, il sindaco di Firenze Dario Nardella  e il presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana (Cfmi) Andrea Cavicchi. Assente invece il premier Gentiloni, la cui presenza era stata annunciata da Matteo Renzi.

 

Nonostante l'assenza del primo ministro, la politica è stata al centro di molti interventi durante la conferenza.

 

Su Pitti e il sistema moda made in italy Scalfarotto ha affermato che «Milano e Firenze non solo possono, ma devono collaborare. Questo è un imperativo categorico. Per giunta siamo l’unico Paese che ha l’intera filiera, dal filo al vestito».

 

La parola d’ordine è dunque sistema e va ripetuta come un mantra. Per il sindaco Nardella fare sistema con il settore significherà offrire ai 20mila  buyer e agli imprenditori dei 1.200 marchi che regolarmente arrivano in Fortezza una città migliore.

 

«In questo momento a Firenze abbiamo 3 miliardi di investimenti focalizzati sulle grandi opere pubbliche - ha spiegato il sindaco -. I tanti cantieri aperti creano disagi, ma una città che ha i cantieri è una città che si sta trasformando, che si affaccia al nuovo millennio e che si misura con le grandi capitali europee».

 

«Questo è il destino di Firenze, questa è la nostra ferma volontà - ha concluso -. Garantire a tutti una città viva, efficiente, dinamica, smart, internazionale e capace di portare un valore aggiunto alla reputazione del nostro Paese» (nella foto, Marenzi e Nardella).

 

stats