Pitti Uomo 95

Helen Barbour: «Festeggiamo con 5 giacche per 5 generazioni»

«Per i 125 anni di Barbour celebriamo l’heritage, guardando al futuro nel rispetto dell’autenticità». Così Helen Barbour, vice-presidente dell’azienda, special guest ieri sera 9 gennaio a Pitti Uomo, nello stand del brand, dove era sotto i riflettori la capsule anniversary: cinque proposte che reinterpretano le cinque generazioni della famiglia proprietaria, attualizzate con un gusto contemporaneo. Presentato anche un capo speciale, disegnato dal regista Sir Ridley Scott.

 

Nato nel 1894 nel Nord-Est dell’Inghilterra per proteggere i marinai dalle peggiori intemperie, Barbour è divenuto nel tempo un capo primario nel guardaroba di tanti uomini, donne e bambini nel mondo: pratico, protettivo e indistruttibile, al punto da essere etichettato come “L’abbigliamento migliore per il tempo peggiore”.

 

Un marchio che a distanza di tanti anni fa capo ancora in toto alla famiglia omonima, presieduta da Margaret Barbour (quarta generazione), che guida la società da oltre 40 anni, affiancata oggi da sua figlia, Helen Barbour, con il ruolo di vice-presidente.

 

Una realtà da 184,3 milioni di sterline negli ultimi bilanci pubblici (2016-2017), che impiega 1.000 dipendenti, forte di un brand venduto in oltre 40 Paesi in tutto il mondo, tra cui al top ci sono Regno Unito, Stati Uniti e Germania, con una forte presenza in Italia, Francia, Spagna, Scandinavia e Asia.

 

C'era Helen Barbour ieri - insieme a David Godfrey, regional manager Emea distributors and licensing e Ian Bergin, head of men’s design - a presentare a Pitti Uomo la speciale collezione celebrativa Icons Re-Engineered, all’interno del grande stand di Wp Lavori in Corso, che distribuisce Barbour in Italia.

 

Un grande spazio dove è allestita anche una mostra dedicata alle icone che hanno fatto la storia del brand, a cui oggi fanno capo 26 negozi di proprietà nel Regno Unito, in Germania e negli Stati Uniti, con un network di 2mila rivenditori in tutto il mondo e tre monomarca a Roma, Milano e Bologna.

 

«Barbour si è evoluto nel tempo, fino a diventare un marchio di lifestyle globale che offre un guardaroba completo di abbigliamento calzature e accessori - spiega Helen Barbour -. Questo è ciò che abbiamo sempre fatto e che continueremo a fare: capi che soddisfino le mutevoli esigenze e aspettative dei nostri clienti, senza compromettere i valori fondanti di Barbour, che sono qualità, durata, praticità e attenzione ai dettagli. Una fedeltà al concetto di autenticità, che trascende la moda. I consumatori lo capiscono e ciò spiega perché per molte persone il loro Barbour diventa un capo insostituibile, tramandato di generazione in generazione».

 

«Il nostro obiettivo è diventare il migliore marchio di lifestyle britannico in tutto il mondo. Per questo abbiamo introdotto un guardaroba di capi per uomo, donna e bambino, tra cui maglieria, camicie, pantaloni, calzature e accessori, accanto al nostro iconico capospalla - prosegue -. Esiste anche una gamma di prodotti per i cani, come collari, guinzagli, cappotti, letti e persino colonie e profumi per gli amici a quattro zampe. Infine abbiamo una serie di collaborazioni importanti con famosi stilisti e personaggi originari del Nord dell’Inghilterra, che sveliamo a Pitti».

Sotto i riflettori nello stand a Pitti c'è anche la Director's Jacket disegnata per il 125esimo anniversario di Barbour da Sir Ridley Scott, nato a South Shields, dove ha sede l'azienda: una giacca speciale declinata in versione maschile e femminile dotata di una tasca formato A4 per portare il copione, di tasche sfalsate per contenere le chiavi e di cerniere e piastrine antiriflesso progettate per evitare il bagliore sul set cinematografico. Perfetta sul set, ma anche nella vita quotidiana.

c.me.
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