PITTI UOMO 96

Calori (Wp Lavori in Corso): «Tra colab e sostenibilità, non ci fermiamo qui»

«Siamo in mezzo a una rivoluzione: dobbiamo stare al passo», così Cristina Calori, alla guida di Wp Lavori in Corso, sintetizza il percorso della sua azienda, in un contesto di mercato molto delicato, in cui punta a traghettare nel futuro label storiche come Baracuta, Deus Ex Machina, Barbour e Blundstone. È il momento delle capsule e della sostenibilità. Sotto i riflettori nello stand le special colab con Atelier&Repairs e Sebago.

 

Dopo avere ceduto Woolrich al fondo L-Gam, Cristina Calori è tornata a concentrarsi sugli asset di casa Wp Lavori in Corso. Accanto a lei ci sono due figure strategiche: Luigi Bucci (in arrivo da Nike e Le Coq Sportif), a cui ha affidato il ruolo di brand merchandising manager di tutte le linee, e Alberto Panocchi, proveniente da Slam Jam, a cui ha affidato la parte retail e buying, con un focus su Baracuta.

 

 «È un periodo complesso: le vendite nei negozi rallentano un po' ovunque, ma in realtà i consumi non si sono fermati. Sono solo cambiate le modalità, complici le grandi trasformazioni portate dal digitale. E noi dobbiamo adeguarci», spiega l'imprenditrice bolognese nello stand a Pitti Uomo.

 

In pole position nello spazio ci sono le proposte frutto della colab tra Baracuta e Atelier&Repairs, il marchio di Maurizio Donadi che della sostenibilità ha fatto il suo credo. Un universo gestito da due laboratori di sartoria a Londra e Los Angeles, dove vengono ricondizionati capi di abbigliamento vintage.

 

Una liaison significativa per il brand di proprietà di Calori, che abbraccia ora la filosofia "waste less, reimagine more", presentando i Baracuta modello G9 reinventati da Atelier&Repairs esclusivamente con pezzi di abbigliamento riciclati, da cui nasce una limited edition.

 

Altra liaison su cui si punta è quella con Sebago, che vede sempre al centro dell'attenzione Baracauta: una capsule, che reinterpreta due calzature iconiche della storica label americana, e due giubbini G9 versione "combo" con maniche a contrasto.

 

«L’idea è esprimere al meglio la storia dei brand iconici gestiti da Wp, coniugando il loro dna in un'ottica innovativa. In sostanza guardare al futuro, mantenendo salde le radici», sintetizza Luigi Bucci, in azienda da un anno e otto mesi.

 

E mentre Baracuta duetta con Atelier&Repairs e Sebago, Barbour si reinventa grazie al punto di vista di Daiki Suzuki, fondatore e direttore creativo di Engineered Garments e, al gusto di Alexa Chung, in pista con una recentissima special colab che sintetizza i concetti di tradizione, artigianalità, contemporaneità e freschezza.

 

C'è fermento in Wp Lavori in Corso, soprattutto intorno a Baracuta, il brand di proprietà di Calori, che ha ancora molte potenzialità da esprimere, tra l'opzione del total look e quella del womenswear, ancora tutte da esplorare.

 

Intanto Cristina Calori si guarda intorno e presto arriveranno delle novità: altri accordi o inedite acquisizioni, non è dato sapere. Di sicuro un nuovo store Barbour in Italia.

c.me.
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