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Con M1992 il co-branding sale in passerella. Dj Dorian: «Ora facciamo sul serio»

Oggi a Pitti Uomo è la giornata di Dorian Stefano Tarantini. Il dj e designer ha presentato con una sfilata la collezione fall-winter 2018/2019 di M1992: la nuova denominazione del brand Malibu 1992, che da questa stagione sarà venduta dalla showroom Tomorrow. Per il nuovo corso del brand, via a una serie di new partnership con El Charro, Meltin’Pot, College e Swarovski.

 

Gli abiti fatti sfilare alla Dogana da Dorian Stefano Tarantini attraversano le generazioni, con protagonista un futuristico circolo di edonisti nostalgici e yuppies post-Internet.

 

Un’offerta dall’identità fluida, volatile, dove la donna trova sempre più spazio, e che collega idealmente la Milano dei Paninari e la leggerezza dell’era Reaganiana, la street-culture made in Italy e i broker di Wall Street, in un ensemble di pezzi iconici e vibranti, frutto anche della partnership con brand di culto.


La tranche di jeans-couture, in versione sia uomo che donna e interamente hand-made, è stata realizzata in collaborazione con Meltin’Pot, eccellenza italiana del denim che permette a M1992 di riscoprire rari pezzi d’archivio degli anni Ottanta.

 

El Charro, mitico brand dei Paninari milanesi, firma invece i preziosi fibbioni argento, mentre College, footwear fondato nel 1950 negli States e approdato in Italia nel 1970 con un boom dal 1978 al 1985, realizza una capsule in cui il mocassino indossato dagli universitari di Harvard viene riprodotto in nabuk nero o sabbia, con motivi in rilievo.

 

Swarovski supporta la collezione con i suoi cristalli, che creano pattern all-over su maglie da merchandising musicale e preziose spille in argento sul collo di ogni camicia.

 

Tarantini, dopo questa parentesi fiorentina, tornerà a far parte del calendario di Milano Moda Uomo dalla prossima stagione, intenzionato ad affermare il suo marchio tra quelli della new wave internazionale.

 

«Quando abbiamo iniziato con il progetto moda - racconta Dorian Stefano Tarantini a Fashion - eravamo poco più che una capsule collection. A Firenze abbiamo portato in pedana una quarantina di look, dando molto più spazio alla collezione donna, perché in prospettiva vogliamo diventare un brand 50% menswear e 50% womenswear».

 

Con la collezione F/W18 per il creativo inizia una fase nuova: «L'intenzione è quella di dare una dimensione più aziendale a un'avventura fantastica, ma che finora abbiamo portato avanti in tre persone facendo tutto».

 

«Per questo - prosegue - ci piacerebbe trovare un partner per crescere e che ci aiutasse con la produzione o dal punto di vista finanziario. Ora che le cose iniziano a funzionare, c’è tanto da fare».

 

Work in progress anche sul piano della distribuzione, che da questa stagione passa nelle mani di Tomorrow di Stefano Martinetto. «Fin qui abbiamo conquistato una decina di negozi. Non sono molti, ma sono i più belli: Harvey Nichols a Hong Kong, H Lorenzo negli Stati Uniti e Slam Jam in Italia. La presenza a Pitti Uomo farà da trampolino e poi inizieremo a lavorare con una showroom multimarca, tra le migliori in assoluto, e questa è una bella chance per il nostro futuro».

 

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