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Gli skater di Golden Goose alla Leopolda. Benaglia: «Cresciamo restando di nicchia»

In un'intervista a Fashion Roberta Benaglia, ceo di Golden Goose Deluxe Brand, aveva preannunciato per il 10 gennaio, durante Pitti Uomo, un evento «al limite dello street-show» alla Leopolda e così è stato, tra skater futuribili e musiche incalzanti. La manager ha raccontato molto di più, in un momento in cui i ricavi del marchio hanno sfondato il tetto dei 100 milioni di euro, con l'obiettivo di salire a 140 milioni nel 2017.

 

Inserito nel borsino dei nomi capaci di suscitare l'interesse da parte degli investitori internazionali, Golden Goose Deluxe Brand viene indicato da molti come prossimo a passare ancora una volta di mano.

 

Ma Roberta Benaglia glissa sulla possibilità di una vendita: «Quando gli azionisti (Ergon Capital assieme a Zignago Holding, controllata dal ramo della famiglia Marzotto con l'85% e i due fondatori, Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, al 15%) saranno pronti, faranno i loro passi - spiega a Fashion -. Ma siamo a metà di un percorso importante, come vogliamo dimostrare con la partecipazione al salone fiorentino».

 

Una presenza «straordinaria», per celebrare i 10 anni della prima sneaker del brand, la GGDB, lanciata nel 2007. Il 2016 ha segnato un altro traguardo raggiunto, i 15 anni di Golden Goose, che ha avuto buoni motivi per festeggiare, visto l'exploit del giro d'affari negli ultimi anni: dai 21 milioni di euro nel 2012 ai 76 nel 2015, fino agli oltre 100 nel 2016 e ai 140 preventivati per il 2017.

 

«Siamo e resteremo una realtà di nicchia, ma questo non ci impedirà di crescere - commenta Roberta Benaglia -. Ci basta conservare una leadership della creatività. Anche quando oltrepasseremo i 200 milioni, vorremo essere sempre un brand che sa distinguersi dagli altri».

 

«In questo momento - prosegue - la principale preoccupazione, come management, è quella di consolidare l'identità di produttori di capi sperimentali, che si distinguono nei contenuti. Anche per questo il focus è sul wholesale, che per noi vale l'80% del turnover, anche se continuiamo a investire anche nel retail».

 

Un fronte, quest'ultimo, decisamente movimentato, con sette new opening in arrivo tra Stati Uniti, Italia e Germania. Anche in Cina si aprono prospettive interessanti, grazie all'intesa recente con un partner distributivo, già sfociata in un'apertura a Pechino, in vista di un altro monomarca a Shanghai, al via a giorni. In Russia potrebbero delinearsi nuovi scenari, visto l'interessamento di numerosi buyer.

 

Alla voce prodotto, «Alessandro e Francesca continueranno a potenziare il business del ready to wear e degli accessori, che per ora vale un terzo delle calzature».

 

Benaglia non si è pentita della decisione presa di vendere le proprie quote in Golden Goose, per ritagliarsi il ruolo di manager: «Oggi la società è una macchina perfetta, senza sprechi e con un margine operativo lordo di 30 milioni».

 

Un gioiello non ancora pronto per la Borsa, «ma quando Golden Goose arriverà a 200 milioni di fatturato, dovrebbe pensarci. Non so se io sarò ancora qui, ma potranno farcela anche senza di me».

 

L'intervista completa a Roberta Benaglia è pubblicata sul numero 1 di Fashion, in distribuzione a Pitti Uomo e a Milano Moda Uomo (nella foto di Giovanni Giannoni, lo show di ieri sera).

 

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