pitti uomo

Puglisi alla prova del menswear: «Il mio uomo fa l’eroe»

Non uno ma tanti debutti. Fausto Puglisi ricorderà questo momento della sua vita professionale: nel giro di poche settimane ha tagliato il nastro del primo monomarca a Milano, ha cambiato licenziatario (Factory), ha una nuova showroom (Riccardo Grassi) e ora esordisce nel menswear con un evento alla Leopolda a cui, accanto ai modelli, prendono parte alcuni detenuti, insieme a esponenti del Calcio Storico Fiorentino.

 

In un'intervista rilasciata a Fashion lo stilista si è detto entusiasta per tutte queste novità. «Vengo a Pitti con un grandissimo entusiasmo - racconta - e con un progetto maturo e dall’estetica forte, che è quello che oggi i consumatori uomini chiedono, specie  tra i millennial. Sono convinto che la linea uomo avrà un buono sviluppo sul mercato, anche perché sono stati i department store americani a spingermi verso questo passo, vista la richiesta di certi pezzi da parte del consumatore maschile».

 

L’evento fiorentino di questa sera (nella foto, il backstage) fa parte del progetto Pitti Italics: in scena 20 look iconici, completi di accessori, «ideali per un uomo eroico e senza paura». Sotto i riflettori non soltanto modelli professionisti, ma anche 13 "calcianti" del Calcio Storico Fiorentino e sei detenuti della Casa Circondariale di Sollicciano.

 

Un lavoro portato avanti su più corde: «Pitti è un contenitore unico nel settore, è moda ma anche costume, e ti dà la possibilità di costruire esperienze e performance che vanno oltre la semplice sfilata. L'evento è stato pensato per toccare il cuore, ma prendere anche lo stomaco».

 

I capi firmati Fausto Puglisi protagonisti a Firenze sono ricerca, innovazione e modernità allo stato puro, realizzati come la collezione donna della prossima primavera-estate dalla Factory, che già si occupa delle collezioni di Neil Barrett e Drome.

 

«Si tratta - spiega il designer - di un’azienda non solo tecnicamente qualificata, ma molto moderna. Il feeling che si è creato tra me e loro assicura una perfetta traduzione del mio pensiero estetico. Credo che il futuro della moda non sia nel valore di un’etichetta ma in un prodotto di altissima qualità, in un’estetica forte e in rapporti di collaborazione intensi. Questo è il mio goal».

 

Il testo integrale dell'intervista al designer è pubblicato su Fashion, datato 14 giugno 2016 e con due temi forti: Pitti Uomo e Milano Moda Uomo.

 

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