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Moschino: la capsule con le pillole scatena un polverone. E Nordstrom la ritira

L'idea di Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, di lanciare una capsule di abiti, zaini, borse e clutch con rimandi al packaging e ai foglietti illustrativi dei medicinali, ispirandosi al doppio significato delle parole "drug" ("droga", ma anche "farmaco") e "capsule", sta suscitando polemiche oltreoceano: dopo la petizione su change.org, arriva il passo indietro di Nordstrom.

 

Tutto è partito da Randy Anderson, counselor alla Eden House Recovery Services di Minneapolis con un passato di tossicodipendenza, che sentendosi turbato dalla limited edition e ritenendo che incentivi le persone a drogarsi ha avviato una raccolta di firme online per boicottarla. Destinatari, Mark Metrick (ceo di Saks Fifth Avenue) e Marcello Tassinari di Moschino.

 

Come si legge sui media americani, Anderson ha ottenuto un discreto seguito, raccogliendo 1.589 firme. Per ora i vertici di Saks non hanno raccolto la provocazione ma un altro department store, Nordstrom, si è sentito chiamato in causa e ha ritirato gli articoli incriminati dalla vendita online e in tre punti vendita.

 

Dopo essere state presentate in passerella, le proposte avevano fatto il botto sui social, anche grazie a "testimonial" come Bella Hadid e Rihanna.

 

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