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A settembre tornano Milano XL con Stoppini regista e i Green Carpet Awards

Milano XL, la "festa della creatività milanese" che ha esordito in concomitanza con Milano Moda Donna lo scorso autunno, si rifarà il prossimo settembre. La regia, affidata per il debutto a Davide Rampello, passa a Luca Stoppini. Confermato anche l'appuntamento con i Green Carpet Fashion Awards. Anticipazioni emerse ieri, 28 febbraio, durante la presentazione a Milano del White Book sulla formazione nel settore.

 

Frutto del Tavolo della Moda e dell'Accessorio, che riunisce sotto l'ombrello del ministero dello Sviluppo Economico gli enti chiave del fashion system italiano - Confindustria Moda, Altagamma, i principali saloni e le città di Milano, Firenze e Roma -, l'evento Milano XL si è articolato a settembre 2017 in sette grandi installazionil, dislocate in giro per la città (nella foto, quella di Rinascente).

 

Sembra che per l'edizione 2018 verranno stanziati da Mise e Ice circa 2,5 milioni di euro, in linea con l'anno scorso.

 

Il direttore creativo dell'esordio, Davide Rampello, cede il testimone a Luca Stoppini, personaggio dal solido legame con il mondo della moda. Fra le tappe più significative del suo curriculum spiccano la direzione artistica di Vogue Italia per oltre 20 anni, a partire dal 1991, la supervisione di L'Uomo Vogue e Casa Vogue e numerose collaborazioni con marchi come Valentino, Prada e Les Copains.

 

Per realizzare il suo Adr Book, edito da Phaidon e presentato la scorsa settimana durante Milano Moda Donna, Anna Dello Russo ha voluto al suo fianco Stoppini.

 

Confermata inoltre da Camera Moda la seconda edizione dei Green Fashion Carpet Awards, grande evento sulla sostenibilità al Teatro alla Scala - sede che dovrebbe essere confermata anche stavolta -, che a settembre 2017 aveva riunito sul palco Miuccia Prada, Giorgio Armani, Alessandro Michele e Pierpaolo Piccioli.

 

Da un'idea della Commissione Formazione del Tavolo della Moda nasce infine White Book. Imparare la moda in Italia: pubblicato da Marsilio, il volume fa il punto sulla formazione pubblica e privata nel settore in Italia, «una vera industria creativa», come si legge, e soprattutto un valore aggiunto per il nostro Paese, a dispetto di chi pensa che solo all'estero esistano valide fashion school.

 

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