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Gucci: con DIY (Do It Yourself) il cliente diventa co-designer

Gucci lancia il servizio DIY (Do It Yourself), per permettere a chi lo desidera di personalizzare prodotti selezionati della maison, il primo dei quali è la borsa Dionysus. Una scelta che rispecchia la filosofia del direttore creativo Alessandro Michele, che rifacendosi anche alla cultura punk si fa portavoce della libertà di esprimersi attraverso ciò che si indossa.

 

Il primo lancio è avvenuto ieri, 25 maggio, nel flagship milanese di via Montenapoleone con la versione customizzabile della borsa Dionysus, alla quale possono essere aggiunti ricami ripresi dal sempre più corposo "Gucci Garden" di Alessandro Michele, dettagli, finiture metalliche, colori diversi per la fodera contraddistinta dalla stampa "Herbarium", differenti tipologie di pellame per i modelli monocolore, variazioni sul tema del manico in bambù e, naturalmente, le iniziali.

 

Successivamente DIY verrà esteso ad altri store internazionali, con la possibilità di rendere unici e inimitabili i modelli di sneaker Ace e le calzature Princetown, insieme ad alcuni capi di abbigliamento maschili e femminili e al programma Gucci Made To Order, dedicato all'uomo.

 

Questa iniziativa è coerente con il nuovo corso impresso al marchio da Michele, sostenitore convinto di un'estetica in cui esteriorità e interiorità sono due facce della stessa medaglia.

 

Affascinato da sempre dal movimento punk, che celebra nel 2016 il 40esimo anniversario, lo stilista riprende con questo progetto uno dei principi cardine di questa corrente di musica, di pensiero e di stile: chiunque può diventare un designer o un artista, basta avere il coraggio di farlo da sé (DIY). «Sotto molti aspetti - si legge in una nota di Gucci - questa sottocultura ribelle affondava le radici in un profondo desiderio di espressione personale».

 

Il comunicato fa notare anche come la combinazione offerta a livello di materiali, particolari e decorazioni assicuri che il risultato finale evochi lo spirito della visione di Alessandro Michele.

 

«In questo modo - conclude - il processo di personalizzazione rappresenta sia una personale espressione, sia un mezzo attraverso il quale il cliente indossa le vesti di co-designer, insieme al direttore creativo» (nella foto, il corner dedicato a Dionysus Do It Yourself all'interno del negozio Gucci di via Montenapoleone a Milano).

 

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