protagonisti dal 4 al 7 luglio

Dolce&Gabbana rende omaggio alla Sicilia

Dal 4 al 7 luglio Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono tornati a celebrare la Sicilia e il suo territorio ricco di storia, scegliendo di fare tappa ad Agrigento, nel Tempio della Concordia della Valle dei Templi dove è stata presentata l'Alta Moda di Dolce&Gabbana, a Palma di Montechiaro (paese fondato dagli antenati di Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo) per l'Alta Gioielleria e a Sciacca nell’ex convento dei Gesuiti, attualmente sede del Palazzo Comunale, per l'Alta Sartoria maschile.

«La Sicilia è il nostro luogo del cuore -  hanno affermato i due stilisti, che hanno convogliato sul loro evento oltre 400 ospiti -. Rappresenta l’inizio di tutto, una fonte di ispirazione immensa a cui torniamo costantemente e da cui partono molti dei nostri progetti. Le sue tradizioni, i colori, la passionalità delle persone, i paesaggi e gli scorci meravigliosi, così come la sua storia: non smetteremo mai di raccontare tutto questo attraverso le nostre creazioni».

Il sogno dell’Alta Moda «è iniziato proprio in Sicilia, a Taormina, dove abbiamo presentato la nostra prima collezione di alta moda nel 2012; sono seguite altre splendide località italiane - Capri, Portofino, Venezia, Napoli, Palermo, Como. Quest’anno abbiamo scelto di ritornare alle origini».

Tra le colonne doriche del Tempio della Concordia di Agrigento è andata in scena la collezione Haute Couture autunno-inverno 2019/2020, con 156 modelle che sono apparse come Atena, Era, Afrodite e Artemide ma anche come muse contemporanee e affascinanti, muovendosi sinuose sotto l’abile regia del premio Oscar Giuseppe Tornatore.

A calcare la passarella, oltre a nomi come Bianca Balti e Isabeli Fontana, anche la super top olandese Marpessa Hennik, una delle modelle icona del duo siciliano.

Abiti drappeggiati e bordati d’oro per una moderna vestale si sono alternati con corsetti abbinati a maxi-gonne dal gusto barocco in trasparenza e cappe che ricordano le anfore. La palette ricorda gli antichi fasti della Magna Grecia, ma anche i tramonti siciliani: bianco, oro, azzurro e argento.  

Come contraltare, l’Alta Sartoria Maschile ha evocato la forza virile di semidei che scelgono di vestirsi per scendere sulla terra ed essere travolti dalle passioni umane, in primis l’amore.

Nell’Olimpo di Dolce&Gabbana si materializzano 135 look che generano stupore per la scelta dei materiali: dal corallo al broccato, dalla pelle al coccodrillo, dalle pennellature d’oro allo shantung con effetto marmo, fino ai ricami che riproducono l’Heracles di un quadro neoclassico di David, con le ombre dei muscoli evocate dal ricamo a punto pittura.

I cappotti con fregi in corallo bianco si alternano a cappe intarsiate con mosaici di paillettes in madreperla, mentre le giacche sono foderate di organza. I pantaloni in garza di lino sono arricchiti da ricami tridimensionali, le canotte in filo di suede sfoggiano lavorazioni ai ferri o all’uncinetto e sulle tuniche in pitone appare il quadro neoclassico Arione su un cavallo Marino.

E ancora, per la sera non passano inosservati gli abiti in shantung di seta lavorati in 3D con ricami di micro-perline, insieme ai broccati che riproducono il marmo e ai dettagli, come i bottoni in madreperla bordati in oro 24 carati.

A sfilata conclusa gli invitati si sono spostati in piazza Scandaliato, arricchita per l’occasione da imponenti luminarie che delimitavano l’area della cena. All’interno grandi tavoli tondi addobbati in stile siciliano: al centrotavola altissimi candelabri, erbe aromatiche, peperoncini, spighe e limoni (nella foto ripresa dall'account Instagram di Dolce&Gabbana, un momento del défilé al Tempio della Concordia).


a.c.
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