la sfilata e il concept store a ginza six

Valentino TKY: «Estremo Oriente ed Estremo Occidente si incontrano»

Riflettori puntati oggi su Tokyo con Valentino TKY: un evento con due momenti clou, la sfilata Pre Fall 2019 - la prima con uomo e donna insieme in pedana - e l'installazione esclusiva nello store di Ginza Six, realizzata da Pierpaolo Piccioli insieme a Sarah Andelman.

«Un dialogo tra perfezione e imperfezione, permanenza e caducità, con un'impostazione very Valentino filtrata dal dialogo con la cultura giapponese»: così Pierpaolo Piccioli a proposito della collezione Pre Fall 2019, che ha portato sotto i riflettori 70 look femminili e 20 maschili, con un trionfo di plissettature, pizzi e ruche, fiocchi, ampi volumi e arricciature, all'insegna di uno spirito fortemente couture in cui si insinuava una vena street.

Leitmotiv di una parte dello show il colore rosso, pieno e intenso, che prima di ogni altro fa parte del dna della maison e che ha via via ceduto il passo al nero assoluto, al blu scuro, al rosa e al bianco, con una predominanza delle tinte unite. Tra le fantasie qualche concessione ai motivi floreali, alle geometrie e, nel caso degli outfit maschili, alla rielaborazione del logo che diventa un segno grafico di sapore orientale.

Piccioli ha sottolineato la volontà di non cadere negli stereotipi o in un omaggio fine a se stesso al Paese del Sol Levante, sia con questo show che con il progetto realizzato nello store all'interno del centro commerciale di lusso Ginza Six, che fino al prossimo 9 dicembre si presenta in una veste diversa dal solito.

Infatti il direttore creativo ha trasformato il negozio in uno spazio fortemente esperienziale e, per farlo, si è fatto affiancare da Sarah Andelman, già direttore artistico dell'iconica boutique Colette di Parigi e ora impegnata nel progetto Just An Idea, piattaforma che riunisce talenti di varie discipline.

Basandosi sul concetto di Wakon Yosai, ossia l'unione tra spirito giapponese e sapere occidentale, Piccioli e Andelman hanno dato vita a un Koubou, «una Bottega dove sperimentare la qualità di forme e materiali da due diversi punti di vista, italiano e nipponico, riaprendo un'immaginaria via della seta e pensando a un 'estremo oriente' che si trasforma in 'estremo occidente'».

L'ambiente è stato suddiviso in differenti spazi con una serie di capsule, per esplorare la creatività e le antiche tecniche giapponesi attraverso la visione della maison.

Sono stati invitati non solo brand ma anche artisti, sul filo conduttore della reinterpretazione di una tradizione valorizzata dalla contemporaneità.

Così il marchio Doublet ha pescato nell'immaginario Valentino per fondere la street culture con il dna della casa di moda romana attraverso l'iconografia dei tatuaggi che si trasformano in ricami, mentre Undercover ha preso spunto dal Rinascimento e Kouroki ha innestato nella sartorialità il valore del denim giapponese del dopoguerra.

La collezione capsule Valentino è partita dai Manga, trasformando gli animali che ricorrono nelle creazioni della griffe - la tigre, il dragone, la pantera, il serpente - in personaggi animati.

Accanto alla moda l'arte, con i Fusuma-shi, pannelli scorrevoli di Yuki Murabayashi, la rivisitazione dei Kazar Kanzashi (fermagli ornamentali per le acconciature femminili) di Takayuki Miura, le maschere Noh di Ichiyu Terai e i virtuosismi di Urushi Hakose utilizzando la tecnica della lacca Urushi.

E ancora, le creazioni artigianali di Tomizo Saratani con fattezze di insetti e piante, l'attualizzazione degli antichi Origami Muromachi a cura di Satoshi Kamiya e Kyohei Katsuta, le piccole statue di Tetsuya Noguchi raffiguranti i samurai e le fotografie di Izumu Miyazaki dedicate alla vita quotidiana in Giappone.


a.b.
stats