reportage dalle sfilate

Milano Moda Uomo: la botanica di Gucci, il techno di Emporio e il tuxedo di Diesel

In tema di vacanze c’è chi preferisce un’estate più contemplativa e rilassante: così Frida Giannini per Gucci (nella foto) manda in passerella un uomo ricoperto di fiori - prelevati dall’archivio della maison - stampati sui capispalla, sulla giacca-camicia e persino sulla tuta. Poi l’anima romantica lascia il posto allo activewear tecnico: e allora sfilano mackintosh nastrati, felpe e T-shirt in pelle e neoprene.

 

 Anche l’Emporio Armani fa gran sfoggio di techno tailoring, con giacche doppiopetto dove la zip prende il posto dei classici bottoni e i tessuti hanno un aspetto vetrificato o metallizzato, quando non hanno consistenze spugnose derivanti direttamente dallo sportswear. Ma l’occhio cade anche sulla giacca indossata con la T-shirt candida, lavorate entrambe come un mosaico a tessere riquadrate, che hanno il sapore della sartorialità all’ennesima potenza.

 

Per descrivere Diesel Black Gold è meglio fare il percorso a ritroso e partire dalla fine della sfilata, quando in passerella compaiono biker e giacche da terzo millennio, sottoposti a spalmature, colate materiche, tagli al laser. Fino ad arrivare alla giacca da smoking realizzata in denim, strappato e stinto qua e là, con i revers foderati dallo stesso tessuto dei pantaloni.

 

Virata tribal-tech per John Richmond. Le sue stampe di maschere Masai animano magliette e abiti printed all over, ma il colpo migliore lo stilista lo realizza con giubbotti dove fettucce di pelle tagliata al laser animano intricate geometrie in bianco e nero.

 

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