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Anna Wintour: «Il comportamento di Weinstein terribile e inaccettabile»

Anche la moda abbandona Harvey Weinstein: a rompere la cortina di imbarazzo, in un settore legato a doppio filo con il produttore cinematografico e con la moglie Georgina Chapman (artefice del brand Marchesa), ci pensa Anna Wintour (nella foto), che scende in campo per condannarlo senza se e senza ma.

 

Come si legge su The New York Times - che con la sua inchiesta di inizio ottobre ha dato origine al caso Weinstein - le dichiarazioni della direttrice creativa di Condé Nast sono chiare e nette: «Il suo comportamento è terribile e inaccettabile - afferma -. Sto male pensando a quello che hanno passato le donne che hanno dovuto subire le sue molestie sessuali e ammiro il coraggio nel denunciarlo».

 

«Il mio cuore - prosegue - è con loro, oltre che con Georgina e i figli. Tutti siamo chiamati a costruire ambienti sicuri, dove lavorare senza dover avere paura».

 

Parole pesanti come il piombo, visto che negli ultimi 15 anni Weinstein ha investito moltissimo nella moda e in Vogue America, la testata guidata per molto tempo da Anna Wintour, che come specifica The New York Times ha messo in copertina diverse attrici protagoniste dei film prodotti dal co-fondatore di Miramax (e, dal 2005, numero uno di The Weinstein Company), pubblicato più volte gli outfit di Marchesa e sostenuto insieme a lui diverse cause sociali e politiche.

 

Non solo. È stato lui a produrre oltre 20 anni fa il film di Altman Prêt-à-Porter, a lanciare il format Project Runway e ad acquisire nel 2009 i diritti per la distribuzione in Nord America di A Single Man di Tom Ford. Lvmh possiede una quota dell'1% nella sua società.

 

Finora gli esponenti del fashion hanno preferito in linea di massima non esporsi, soprattutto dopo che Donna Karan si è lasciata scappare qualche parola di troppo su Weinstein (affermando sostanzialmente che le sue vittime se l'erano cercata) e si è trovata in mezzo alla bufera.

 

Anche il marchio Donna Karan - che peraltro non appartiene alla designer ma al gruppo G-III Apparel - ne ha risentito: c'è chi ha incitato i consumatori a bloccare gli acquisti e il titolo ha perso terreno in Borsa, perlomeno finché Donna non ha ritrattato.

 

Qualcosa però si sta muovendo e già prima dell'outing di Anna Wintour Tom Ford si è detto per esempio scioccato, sottolineando di conoscere Weinstein come un estimatore delle belle donne ma di ignorare le sue condotte, definite dallo stilista «predatorie».

 

Tra l'altro c'è chi denuncia una forma più sottile di violenza da parte dei coniugi Weinstein: su Twitter sta prendendo piede l'hashtag #boycottmarchesa, alimentato dal fatto che, visto il potere del marito, pare che gli abiti del marchio di Georgina Chapman venissero imposti su numerosi red carpet.

 

Ma Steven Kolb, numero uno del Cfda - la Camera della Moda americana - difende l'ormai ex moglie di Weinstein: «Come creativa e membro del Cfda merita il supporto dell'industria della moda». Vedremo che reazioni provocherà questa dichiarazione.

 

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