scelte di campo

Donatella Versace: «Basta pellicce. Non uccido gli animali per fare moda»

Si allarga la schiera delle griffe fur free: mentre Furla invia un comunicato in cui annuncia che a partire dalla Cruise 2019 tutti i prodotti donna e uomo del brand saranno realizzati in pelliccia ecologica, Donatella Versace prende posizione: «Pellicce? Ne ho abbastanza».

 

Intervistata da Luke Leitch di 1843, il magazine dell'Economist, la stilista e imprenditrice parla chiaro: «Non voglio uccidere gli animali per fare moda. Non è giusto».

 

Una discesa in campo che fa clamore e che si aggiunge a quelle di marchi come Gucci e Michael Kors, ma anche di Tommy Hilfiger, Calvin Klein e naturalmente Stella McCartney, capostipite di una moda vegan.

 

I portavoce della Peta (People for Ethical Treatment of Animals) si sono detti soddisfatti della presa di posizione della designer, ma ora alzano l'asticella: «Ci auguriamo che il brand metta al bando anche le pelli».

 

Di tutt'altro tenore le dichiarazioni dell'International Fur Federation, associazione internazionale della pellicceria: «La pelliccia è un prodotto naturale, realizzato in modo responsabile. All'ambiente fa più male la plastica».

 

Nella lunga chiacchierata con il giornalista di 1843, Donatella parla ad ampio raggio dei quasi 21 anni senza Gianni. «Fino al giorno prima della sua morte ero felice e non dovevo rendere conto a nessuno - spiega - se non a mio fratello per la parte creativa. Dal giorno successivo mi sono trovata tutta la responsabilità addosso».

 

A proposito delle voci in circolazione riguardo all'ingresso in Versace di un nuovo direttore creativo, Donatella dà una risposta sibillina: «Recentemente qualcuno è venuto da me e mi ha detto che se io lascerò, per il marchio sarà crisi, un fashion disaster! Incredibile...Sì, io sono Versace. Ma anche Versace significa cambiamento e l'opportunità per altri di esprimersi» (dall'account Instagram della Peta, un post sulla decisione di Donatella Versace).

 

stats