riapertura dopo la pandemia

Palazzo Morando: la moda del Secolo dei Lumi protagonista della mostra “Settecento!”

Palazzo Morando, storico palazzo della città di Milano oggi sede del Museo di Milano e della collezione Costume e Moda, riapre i battenti dopo la forzata chiusura della pandemia con la mostra Settecento, a cura di Enrica Morini e Margherita Rosina, con il coordinamento del conservatore Ilaria De Palma.

L'esposizione è anche un'occasione per poter ammirare per la prima volta tre sontuosi abiti del XVIII secolo donati nel 2019 da Amichæ, associazione costituita a sostegno delle Civiche Raccolte Storiche Milanesi, per valorizzare e sostenere in particolare Palazzo Morando e Palazzo Moriggia Museo del Risorgimento, il Laboratorio di Storia Moderna e Contemporanea. A presiedere Amichæ è Laura Colnaghi Calissoni, presidente del Gruppo Carvico, nella cui orbita gravita Eurojersey, sostenitrice della mostra.

Nasce così un percorso narrativo dove le nuove vetrine museali, progettate e allestite per l’occasione, garantiscono la corretta esposizione per poter ammirare il perfetto stato di conservazione di tessuti, decorazioni e della confezione che non ha subito, contrariamente a molti dei modelli analoghi conservati nei musei, alcun rifacimento successivo.

I modelli preziosi donati dalla associazione Amichæ provengono da un’antica famiglia di Castiglione delle Stiviere e sono tutti databili tra la fine degli anni’60 e la prima metà degli anni ’70 del XVIII secolo.

Si tratta di una robe à la française - o andrienne, come si diceva nel Settecento in Italia - composta da una sopravveste con le pieghe nel dorso e da una mezza sottana pieghettata, in seta verde cannelée broccata con un motivo floreale; di un completo formato da una gonna ampia, un corpetto con le maniche lunghe e un giacchino aderente con balza in vita (la gonna veniva indossata o con il busto o con il giacchino, ottenendo così due diverse toilette), in taffetas amaranto broccato con pizzi, fiori e foglie; infine, di un busto-corpetto con maniche, aperto sul davanti e completato da una pettorina triangolare, in seta cannelée operata rosso violaceo.

Per sottolineare l’importanza del tessuto nella confezione di un abito le vetrine museali della mostra sono state arricchite anche da prestiti provenienti da collezioni private e dalla Fondazione Antonio Ratti di Como, oltre che dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, con l’esposizione di un campionario della Manifattura Marasca, testimonianza della produzione serica vicentina del Settecento.

La mostra sarà visitabile in via Sant’Andrea 6, a partire dal 26 novembre 2021 fino al 29 maggio 2022, con ingresso gratuito e orari dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.30.

a.c.
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