sfila e dona 2,5 milioni per il tempio di venere

Fendi rinnova il legame speciale con Roma e con Karl Lagerfeld

Occhi puntati ieri sera a Roma su Fendi, che ha reso omaggio in passerella a Karl Lagerfeld e ai suoi 54 anni di collaborazione alla guida creativa della maison, fondata a Roma da Adele ed Edoardo Fendi nel 1925.

Il défilé sul Colle Palatino ha inoltre segnato il terzo capitolo filantropico tra il brand e il patrimonio storico territoriale della capitale, con lo stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il restauro e la valorizzazione del Tempio di Venere, emblema del Colle che ha fatto da cornice alla sfilata.

Un mecenatismo iniziato nel 2013 con il rifacimento della Fontana di Trevi e proseguito nel 2015 con la ristrutturazione del Palazzo della Civiltà italiana, per non parlare del progetto Fendi for Fountains, che prevede il restauro e conservazione delle fontane monumentali del Gianicolo, del Mosè, del Ninfeo del Pincio e del Peschiera, cominciato all’inizio di questo mese.

«Portare la sfilata couture a Roma è il modo migliore per celebrare Karl Lagerfeld, Fendi e la sua città: un'occasione unica per sottolineare le nostre radici, l'audacia creativa e lo straordinario savoir-faire che da sempre fanno parte del dna della maison - ha affermato Serge Brunschwig, presidente e ceo della griffe -. Il Colle Palatino è un luogo magico, che rappresenta alla perfezione i valori, la tradizione e la storia di Fendi».

«Sono molto orgoglioso del restauro del Tempio di Venere - ha aggiunto - attraverso il quale continuiamo a sostenere il patrimonio culturale, non solo di Roma e dell'Italia, ma del mondo intero».

Ieri sera Fendi ha giocato con le forme, portando in passerella nella collezione The Dawn Of Romanity 54 silhouette - una per ciascun anno dello straordinario sodalizio tra la maison romana e Karl Lagerfeld - ed esplorando lo splendore metamorfico del marmo, ispirandosi alle pagine del libro Marmora Romana di Raniero Gnoli.

Evocando l’impianto a intarsio dell’opus sectile dei mosaici delle navi di Nemi di Caligola, fino ad arrivare ai pavimenti della Domus Tiberiana, il brand lo ha sintetizzato nel tessuto e nella pelliccia, sfumando le linee della materialità in un'altra dimensione e richiamando la palette cromatica dello Jugendstil: in primo piano le tonalità pastello del citrino, della giada, del quarzo rosa e del calcedonio hanno incontrato i colori dei minerali e della terra, screziati d'oro.

Da notare i cappotti di straordinaria leggerezza, i cestini e motivi floreali che creano oculi ripetuti in telai in pelle, le onde di visone marmorizzato e l’iconica fascia Astuccio, in shearling con frange o in strutture sospese in tulle. Sono capi universali, day to night, che esprimono l'eterno fascino femminile.

Dettaglio importante è la nuova vestibilità della spalla nascosta che rivoluziona le proporzioni, definendo le ampie linee sartoriali.

Notevole pure il parterre: oltre al gotha di Cinecittà con Isabella Ferrari, Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Margherita Buy, Vittoria Puccini, Valentina Cervi e Miriam Leone, sono planati a Roma Susan Sarandon, Zendaya, Catherine Zeta Jones accompagnata dalla figlia Carys e Jason Momoa, con spettacolare famiglia al seguito.

Allo show è seguita una cena esclusiva che ha avuto come sfondo il panorama unico della Città Eterna, alla presenza di Silvia Venturini Fendi e Serge Brunschwig, con una speciale performance del duo newyorkese Lion Babe.

a.c.

HAUTE COUTURE FW 19-20: FENDI


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