sfilata a valensole in provenza

Jacquemus festeggia dieci anni tornando alle origini

Tonalità decise, come il rosso, l’arancione e il verde di Jacquemus raccontano la storia di un uomo dalla rilassata eleganza, che si sbizzarrisce a indossare un guardaroba estivo libero e fantasioso, e di una donna seduttiva, che sprigiona una potente sexyness mediterranea.

Ad accogliere la collezione primavera-estate 2020 del designer, sotto il sole dorato del tramonto di un campo di lavanda a Valensole, in Provenza, una passerella chilometrica, una cicatrice rosa accecante che taglia in due il paesaggio, realizzata da Bureau Betak, studio francese diventato sinonimo di sfilate spettacolari.

«Ho voluto che questo show avesse un legame con l'arte e soprattutto esprimesse quello che sono - dice Simon Porte dando gli ultimi ritocchi al set -. La Provenza è parte della mia storia, della mia vita. Ma questa collezione non ha nulla a che fare con questa regione. Parla di quello che sono oggi».

L’uomo arcadico di Jacquemus indossa maglie lime con maniche tre quarti che si appoggiano su bermuda arancioni o capi in denim oversize, mentre i camicioni a righe si indossano su short in tessuto stampato. La donna è la sua gemella. Esibisce una femminilità naïf, indossando giacche boxy portate a pelle, abiti dagli strategici oblò geometrici, bikini trasformati in top sopra un pantalone da manager.

I volumi morbidi e i tessuti naturali si incrociano, per evocare la joie de vivre assieme alle 35 stampe che sfilano, accompagnate da una colonna sonora di pezzi come Camile di Georges Delerue, Moments In Love di Art of Noise e Betty Et Zorg di Gabriel Yared.

Immancabili nel guardaroba della prossima estate i cappelli da pescatore per lui e quelli di paglia per lei, oltre agli iconici portaspicci da collo unisex. E poi i ciondoli portafortuna. Pannocchie, limoni ma anche bouquet di lavanda, lavorati a crochet e trasformati in charm.

Per mantenere una coerenza assoluta a questo ritorno alle origini, ai piedi degli uomini in passerella sandali o, in alternativa, gli ankle boot in cuoio o pelle scamosciata.

Sul lato opposto della collina, in mezzo a uno sconfinato campo di grano, sono stati allestiti un party open-air e un dj set ininterrotto, fino all'alba.

«È il mio modo di dire grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato, alla mia famiglia di nascita e a quella acquisita, in questo splendido percorso», spiega Simon Porte.

a.c.

 

 

 

 

 

 

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